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Coronavirus e traporto aereo: nel 2020 hanno chiuso o sono fallite più di 30 compagnie aeree!

Autore , 13 marzo 2021 ore 13:30

Il 2020 sarà ricordato come un annus horribilis per tutti, per l'impatto che la pandemia da coronavirus ha avuto sulle vite di tutti noi. Se ovviamente le conseguenze più importanti sono state quelle per la nostra salute e per le restrizioni alle quali siamo stati tutti soggetti, anche le conseguenze indirette, quelle sull'economia, sono state devastanti, e in particolare modo in alcuni settori più colpiti come i trasporti e il turismo.

L'aviazione commerciale ha pagato un prezzo terribile, con aerei messi a terra per mesi come non è mai accaduto prima, una situazione senza precedenti, nemmeno durante le guerre. Eppure il numero altissimo di compagnie aeree che sono fallite o hanno chiuso nel 2020 sarebbe stato ancora peggiore, con vittime illustri anche tra i colossi dei cieli, se non ci fossero stati un po' dappertutto corpose iniezioni di denaro pubblico per salvare un settore strategico come quello dell'aviazione, che altrimenti non sarebbe in gran parte sopravvissuto alla pandemia.

Non sempre però è intervenuto lo Stato in soccorso, per cui i fallimenti ci sono stati, in particolare durante la primavera, quando con quasi tutti gli aerei a terra e costi comunque non comprimibili i conti delle compagnie hanno dovuto subire un colpo durissimo.

Le compagnie che hanno cessato di operare sono state oltre 30, anche se per alcune di loro si è trattato di problemi pregressi e fallimenti che sono avvenuti prima dello scoppio della pandemia, come nel caso delle "nostre" Air Italy e Ernest Airlines.

Ernest Airlines si è fermata a metà gennaio, da tempo a corto di liquidità e con un business model che non sembrava più adatto al momento (ne abbiamo parlato qui). Poi è arrivato il caso più clamoroso e che ha cambiato in maniera decisa il panorama dei cieli in Italia, ovvero Air Italy: a febbraio i due investitori di riferimento, la Akfed dell'Aga Khan e Qatar Airways, decidevano di staccare la spina definitivamente, mettendo gli aerei a terra e la società in liquidazione, per arrivare poi al ritiro della licenza da parte di ENAC (vedi qui). E ancora oggi, ad un anno di distanza, ancora non si conosce con certezza quale sarà il destino dei dipendenti.

Poi cominciano ad arrivare i primi effetti della pandemia, con un altro grande player europeo, anzi il più grande vettore regionale d'Europa, il britannico FlyBe, che chiude dopo alcuni tentativi di rilancio andati a vuoto. Negli Stati Uniti si assiste alla chiusura, da aprile, di piccole compagnie come PenAir, Shorelines o Trans States, ma è ancora una volta l'Europa la più colpita, con la chiusura di Germanwings, nell'ambito del processo di riduzione dei costi e ristrutturazione del gruppo Lufthansa, e German Airways.

A maggio e giugno la crisi colpisce anche altre aeree del pianeta, come il Sud America, l'Asia e l'Oceania (Avianca Perù, Latam Argentina e altre compagnie in Thailandia e Australia), mentre in Europa è la volta di Jet Time, SunExpress Germany (anch'essa del gruppo Lufthansa) e la low cost lungo raggio di Iberia, Level.

L'estate aiuta le compagnie a ripristinare un po' di flusso di cassa, con la ripresa parziale dei voli e dei viaggi, ma il problema si ripresenta in autunno, con la chiusura di AirAsia Japan e AirAsia Indonesia, vittime del piano di ristrutturazione del gruppo, e Cathay Dragon ad Hong Kong, seguite a novembre e dicembre da altre compagnie in Sud America, Oceania, Asia e Europa, come Montenegro Airlines e Palestinian.

Ecco la lista completa, tra chiusure e fallimenti:

  • Ernest Airlines (Italia)
  • Air Italy (Italia)
  • Nantucket Express (Usa)
  • Atlasglobal (Turchia): il vettore, già dichiarato cessato nel 2019, aveva poi ripreso le operazioni, che ora sembrano invece cessate in via definitiva
  • Trans States Airlines (Usa)
  • Flybe (Regno Unito): per la compagnia non è stato sufficiente l’intervento di Virgin Atlantic e altri investitori
  • Compass Airlines (Usa): operava una flotta di Embraer E175 per conto di Delta
  • Ravn (Usa): collegava diverse destinazioni isolate in Alaska
  • Germanwings (Germania): controllata di Lufthansa che confluirà in Eurowings
  • South African Airways (Sudafrica) la compagnia di bandiera sudafricana, già in difficoltà. Insieme a lei, cessa le operazioni South African Express.
  • German Airways: operava per conto di Eurowings
  • Miami Air International (Usa)
  • Avianca Perú: ha cessato le attività in conseguenza delle difficoltà della controllante Avianca
  • Tame Ep (Ecuador)
  • Latam Argentina: alcuni suoi servizi internazionali saranno rilevati dal gruppo Latam
  • Air Georgian (Canada)
  • Level Europe (Austria)
  • SunExpress Deutschland (Germania): ramo tedesco di SunExpress, joint venture tra Lufthansa e Turkish Airlines
  • One Airlines (Cile)
  • NokScoot (Tailandia): joint venture tra Nok Air (51%) e Scoot (49%)
  • Tigerair (Australia): la compagnia chiude per effetto del piano di ristrutturazione della controllante Virgin Australia
  • Leeward Islands Air Transport – Liat (Antigua)
  • Shoreline Aviation (Usa)
  • Jet Time (Denmark): possibile che però la cessazione delle attività sia seguita dal lancio di un nuovo operatore con lo stesso nome
  • Go2Sky (Slovacchia)
  • Expressjet (Usa)
  • Air Asia Japan
  • Cathay Dragon (Hong Kong): controllata di Cathay Pacific che operava in Asia
  • Montenegro Airlines (Montenegro)
  • Palestinian Airlines
  • Air Namibia

Non è una lista impressionante, Pirati?


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