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L'incredibile storia del runner argentino che ha (quasi) completato la traversata a piedi delle Americhe

Autore , 26 marzo 2020 ore 14:31

Cari Pirati,

oggi vogliamo parlarvi di una storia davvero incredibile che ci ha davvero commossi. A tratti sembra un film, ma è tutto vero, compreso il colpo di scena finale.

Martín Echegaray Davis è un signore di 62 anni, argentino, appassionato di viaggi e di corsa. Ad un certo punto, qualche anno fa, decide che è giunto il momento per realizzare il sogno della sua vita: un viaggio a piedi tra le due estremità delle Americhe, dalla Patagonia all'Alaska.

Capite bene che non si tratta di un'impresa facile, per tanti motivi, non ultimo quello economico: per compiere questo viaggio ci vuole davvero tanto tempo, e quindi anche disponibilità economiche. Martín non si scoraggia e chiede aiuto alla rete, raccogliendo con un sito di raccolte fondi oltre 2.500 dollari tramite piccole donazioni di persone che decidono di aiutarlo a realizzare il suo sogno.

E così, quasi due anni e mezzo fa, Martín raggiunge la Terra del Fuoco e da lì, nel giorno di Halloween del 2017, comincia la sua lunghissima camminata. Trascinandosi dietro un carretto con dentro tutto il necessario per il viaggio, prima attraversa tutto il suo Paese, l'Argentina, toccando tutti i capoluoghi di provincia, per poi risalire tutto il Sud America, passare per tutti i Paesi dell'America Centrale ed entrare negli Stati Uniti.

Dopo 22.600 km a piedi per unire le tre Americhe, Martín si trova davanti all'ultima frontiera da attraversare, quella del Canada. Non si può dire che sia ormai quasi arrivato e che non ci siano più ostacoli perché il Canada a piedi a marzo non è esattamente una passeggiata, ma Martín nei quasi due anni e mezzo di viaggio ha già affrontato tanti problemi, superato passi e combattuto il mal di montagna, affrontato il caldo dei tropici e tempeste di neve, attraversato Argentina, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Panama, Costa Rica, Nicaragua, El Salvador, Honduras, Guatemala, Messico e Stati Uniti.

Si tratta quindi di compiere l'ultimo sforzo, gli ultimi mesi prima di realizzare il suo sogno, ma in fondo il più è fatto, si diceva Martín. Forse però il luogo dove si ferma per raccogliere le forze prima dell'ultima fase del suo viaggio, poco prima del confine canadese, avrebbe dovuto segnalargli che si trova ormai dentro una storia più grande di lui: Fargo, in North Dakota. Il film dei fratelli Coen o la serie televisiva vi dicono qualcosa?

E così, ripartito da Fargo a fine febbraio per raggiungere l'ultima località statunitense prima del confine canadese, ovvero il paese di Pembina, a fermare Martín sul più bello arriva l'imponderabile: l'emergenza mondiale del Coronavirus.

Il Canada, come tanti altri paesi del mondo, decide infatti di chiudere le frontiere a tutti gli stranieri, e Martín si trova sul lato sbagliato, quello statunitense. L'intrepido argentino si ferma, cerca di capire se può aspettare che la situazione si normalizzi, anche si il clima del North Dakota in questo periodo, con temperature fino a -16 sotto zero, non rende semplice l'attesa.

Ma poi l'incertezza sui tempi del blocco delle frontiere canadesi e la considerazione che se anche dovesse rimanere fermo per solo uno o due mesi, poi non riuscirebbe a raggiungere l'Alaska prima dell'inverno, lo portano alla decisione più difficile: sospendere la sua traversata delle Americhe e tornare in Argentina.


Con una promessa: quando le condizioni lo permetteranno, tornerà qui, al confine con il Canada, e percorrerà la strada che ancora gli manca. Un sogno adesso sospeso, ma solo rimandato.

Ecco il suo ultimo video, nel quale racconta gli ultimi giorni del viaggio, spiega la sua decisione e ringrazia le persone che l'hanno aiutato e seguito tramite Facebook e YouTube.

Da tutti noi Pirati, un augurio per te, Martín: che tu possa riprendere presto il tuo cammino e realizzare il tuo sogno. E' anche il nostro, ora.


L'incredibile storia del runner argentino che ha (quasi) completato la traversata a piedi delle Americhe