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Rientri da Grecia, Spagna, Croazia e Malta: test in aeroporto, la situazione aggiornata

Autore , 23 agosto 2020 ore 13:30

Cari Pirati, proprio in questi giorni di agosto durante i quali molti di noi si stanno concedendo delle meritate vacanze, si è creata una certa confusione perché alle limitazioni del DPCM del Governo già esistenti si sono aggiunte una serie di ordinanze regionali e del Ministero della Salute che hanno complicato non poco la vita di chi deve ancora partire, ma soprattutto di chi è già partito e deve tornare dall'estero.

Ricordiamo infatti che l'ordinanza del Ministero della Salute, arrivata dopo che già alcune regioni si erano mosse in questo senso autonomamente e proprio per evitare differenze nel Paese, dispone per chiunque rientri da Grecia, Spagna, Croazia o Malta l'obbligo del tampone, effettuato o 72 ore prima dell'ingresso in Italia, o direttamente in porti o aeroporti all'arrivo, oppure comunque entro 48 ore dal rientro in Italia.

Sia le ordinanze regionali che quella, valida su tutto il territorio nazionale, del Ministero della Salute, sono entrate subito in vigore e fanno riferimento, tra le varie possibilità di controllo, al cosiddetto test molecolare o test rapido: in effetti sarebbe l'unico modo per testare le migliaia di persone in rientro da questi Paesi europei che sono anche quelli più frequentati dai turisti italiani, senza creare infinite liste di attesa. Il problema è proprio che le ordinanze sono arrivate quando i test rapidi non erano ancora pronti (e tutt'ora si discute sulla loro minore affidabilità rispetto al tampone tradizionale), per cui questi primi giorni di rientro dalla settimana di Ferragosto ha creato un bel po' di caos tra dubbi sulle procedure da seguire e tempi diversi da parte di Asl e aeroporti.

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Vediamo qual è la situazione aggiornata.

La regione Lazio è una di quelle che si è attrezzata più velocemente: a Fiumicino i test si fanno direttamente in aeroporto (salvo ovviamente che non sia già stato fatto 72 ore prima dell'arrivo) da domenica 16 agosto, mentre a Ciampino si è partiti lunedì 17. Fiumicino dispone di 12 box che possono arrivare a 20 nei momenti di massimo afflusso, ed è attrezzata sia per i test molecolari rapidi che per quelli tradizionali, mentre Ciampino dispone di 3 box. Attivi anche i drive-in per il tampone a Roma, che vista la domanda molto alta (domenica lunghe code all'ospedale San Giovanni, l'unico con il drive-in aperto la domenica) resteranno da questa settimana tutti aperti 7 giorni su 7. Individuato già lunedì il primo caso positivo grazie ai test in aeroporto, un ragazzo di Pescara di rientro da Malta. Nei due aeroporti romani è atteso il rientro di circa la metà di tutti gli italiani provenienti dai 4 paesi a rischio, secondo l'assessore alla Salute del Lazio Alessio D’Amato.

In Lombardia le postazioni per i tamponi all'interno o subito all'esterno nello scalo di Malpensa, sono attive da giovedì 20 agosto mentre a Linate da venerdì 21 agosto. Chi arriva a Orio al Serio può recarsi invece al vicino aeroporto di Seriate (Bergamo) dove i tamponi vengono eseguiti senza prenotazione. I tanti rientri dall'estero di questi giorni hanno generato in Lombardia già oltre 5.000 prenotazioni per i tamponi, pur con la difficoltà di contattare i numeri dell'azienda sanitaria locale. Ricordiamo che un'ordinanza regionale, la n. 597 del 15 agosto, contrariamente a quanto disposto dall'ordinanza ministeriale, non obbliga alla quarantena chi rientra ed è in attesa del tampone o dei suoi risultati, ma solo all'utilizzo della mascherina nei contatti sociali e alla limitazione degli spostamenti allo stretto necessario. L'ordinanza è stata contestata perché al momento, secondo la ricostruzione del quotidiano la Repubblica, i tempi di attesa per i tamponi da parte dei circa 10.000 lombardi rientrati dai Paesi a rischio sono di una settimana, mentre dai privati (a pagamento) si riesce a scendere ai 2 giorni che in teoria sarebbero il massimo previsto dall'ordinanza ministeriale.

In Veneto, negli scali di Venezia e Verona, i controlli agli aeroporti sono partiti già a Ferragosto. Sempre dal 15 agosto sono partiti i primi controlli in Abruzzo, a Pescara, e in Umbria, a Perugia. In Piemonte lo scalo di Torino è partito lunedì 17 agosto con il primo volo dalle Baleari. La Puglia non ha ancora attivato i test negli aeroporti di Bari e Brindisi, ma ha potenziato la capacità di effettuare test presso le strutture sanitarie, con ad esempio cinque postazioni disponibili a Bari, attive tutti i giorni dalle 8 alle 18. I tempi però si allungano rispetto all'ordinanza ministeriale: tamponi non prima di 72 ore.

In Campania chi rientra all'aeroporto di Napoli dovrà mettersi in quarantena in attesa dell'appuntamento per il tampone. L'Emilia-Romagna è per adesso ferma ad una sperimentazione all'aeroporto di Bologna che partirà nei prossimi giorni, mentre sulla riviera una clinica mobile esegue test sierologici rapidi ai turisti, ed eventualmente tamponi per chi risulta positivo. In Sicilia gli aeroporti di Palermo e Catania non sono ancora pronti ma dovrebbero esserlo entro la settimana.

E voi, Pirati? Siete passati dagli aeroporti in questi giorni di ritorno da uno dei Paesi a rischio? Raccontateci la vostra esperienza.

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