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Treni e distanziamento fisico, è caos: la situazione per Trenitalia, Italo e il trasporto regionale

Autore , 3 agosto 2020 ore 13:21

Cari Pirati, il trasporto ferroviario ha fatto molto parlare di sé per una situazione di caos che si è creata durante il weekend a causa di interpretazioni diverse delle norme sul distanziamento fisico a bordo dei convogli.

Facciamo un po' di chiarezza e vediamo anche qual è la situazione adesso.

Prima di tutto, cosa è successo?

L'ultimo DPCM del 14 luglio 2020 contiene negli allegati una serie di norme relative al trasporto pubblico, relative ad aerei, navi e treni, delle quali vi avevamo già parlato diffusamente in questo articolo.

In particolare, per quanto riguarda il trasporto ferroviario, si prevedevano deroghe relativamente alle norme sul distanziamento fisico: per le tratte a lunga percorrenza veniva infatti consentita la deroga al distanziamento fisico di un metro a bordo, se messe in atto le stesse misure previste per il trasporto aereo (temperatura, ricambio d'aria, mascherina ogni 4 ore, salite e discese disciplinate, autocertificazione) con in più la previsione che "deve essere sempre esclusa la possibilità di utilizzazione dei sedili contrapposti (c.d. faccia a faccia) nel caso in cui non sia possibile garantire permanentemente la distanza interpersonale di almeno un metro".

Questa possibilità di deroga è stata quindi ribadita dalle linee guida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che venerdì 31 luglio sostanzialmente confermava le indicazioni contenute nel DPCM per la deroga al distanziamento fisico a bordo sui treni a lunga percorrenza.

Treni e distanziamento fisico, è caos: la situazione per Trenitalia, Italo e il trasporto regionale - 4

A questo punto Trenitalia e Italo hanno colto subito la palla al balzo, aumentando la disponibilità dei posti a bordo dei treni ad alta velocità e a lunga percorrenza fino al 100% dell'occupazione e mettendoli subito in vendita, complice anche l'arrivo del primo weekend di agosto con tante persone in procinto di partire per le vacanze estive.

Dopo tante polemiche per questa decisione delle compagnie ferroviarie e il giudizio molto negativo del Comitato Tecnico Scientifico che supporta il Governo e la Protezione Civile, è intervenuto il Ministero della Salute con un'ordinanza emanata sabato 1° agosto e immediatamente entrata in vigore, che sostanzialmente ribadisce la necessità del distanziamento fisico di un metro a bordo di tutti i mezzi di trasporto pubblico, quindi anche i treni ad alta velocità.

È a questo punto che è scoppiato il caos, perché Trenitalia e Italo avevano venduto più posti di quelli che effettivamente, dopo l'ordinanza, potevano essere occupati. Domenica è stata quindi una giornata di passione: Italo è stata costretta ad annullare 8 treni e circa 8.000 biglietti, impegnandosi a rimborsarli ai passeggeri nel tempo più breve possibile, mentre Trenitalia ha cercato di evitare cancellazioni e di gestire la difficile situazione ricollocando i passeggeri in altre classi dello stesso treno o su altri treni, in alcuni casi utilizzando perfino bus sostituivi. Nell'email che ha inviato ai passeggeri interessati, Trenitalia ha ribadito quanto segue:

"Ti informiamo che su tutte le Frecce e gli Intercity resta confermato il distanziamento e il limite del 50% di posti da occupare a scacchiera. Trenitalia, su ordinanza del Ministro della Salute, ha infatti sospeso l'applicazione delle misure precedentemente attuate in coerenza con quanto previsto dal Dpcm dello scorso 14 luglio che consentivano la deroga al distanziamento sociale a bordo dei treni AV e a Media e Lunga Percorrenza in presenza di specifiche condizioni".

Treni e distanziamento fisico, è caos: la situazione per Trenitalia, Italo e il trasporto regionale - 2

Mentre quindi per i treni a lunga percorrenza e ad alta velocità si è tornati quindi alla situazione precedente, almeno fino al nuovo DPCM che è atteso questa settimana e che dovrebbe garantire qualche apertura in più, è scoppiato un nuovo caso del trasporto regionale di Liguria e Lombardia.

Contrariamente a quanto prevede infatti la nuova ordinanza del Ministero della Salute, i governatori delle due regioni hanno deciso di continuare a permettere l'utilizzo di tutti i posti disponibili sui treni del trasporto pubblico regionale, non solo ferroviario.

La Regione Lombardia ha giustificato la decisione anche "in un’ottica di dare la possibilità, a chi gestisce il trasporto pubblico locale, di programmare e ‘sperimentare’ nuove azioni in vista della ripresa dell’attività scolastica di settembre”. Per quanto riguarda la Regione Liguria si è fatto invece riferimento alla difficile situazione sulle autostrade ligure, che a causa dei tanti cantieri generano code interminabili.

Cosa ne pensate, Pirati?

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