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A bordo con: Wendy

Con questa nuova serie di interviste vogliamo condividere con voi le esperienze di viaggi e di vita di chi lavora con noi. 

Oggi ascoltiamo cosa ha da raccontarci Vittoria, che voi conoscete con il nome da Pirata “Wendy”.




Pubblicato da
Mara Zatti·19/9/2023
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Raccontaci un po’ di te!

Ciao Pirati! Mi chiamo Vittoria Belogi ma in arte piratesca mi conoscete meglio come Wendy, ho 27 anni e vengo dalle Marche, più precisamente da Senigallia.

Vivo e lavoro da tre anni a Berlino, ma non chiedetemi come ci sia capitata! La mia formazione ha infatti tutt’altra “direzione”, oserei dire più latina e soprattutto meteorologicamente più calda. Ho studiato lingua e letteratura spagnola e portoghese a Bologna, ma non posso dire di aver passato molto tempo lì: ho approfittato infatti di ogni opportunità per fare la valigia, unendo la mia passione per i viaggi con lo studio. Ho trascorso il secondo anno di università in Portogallo, presso la Universidade de Coimbra, ed il terzo in Brasile, alla Pontifícia Universidade Catolica di Rio de Janeiro. Con la testa ancora in Sud America sono tornata a Bologna giusto in tempo per laurearmi e sono immediatamente ripartita alla volta di Barcellona, dove ho lavorato come insegnante di italiano per stranieri per quasi un anno. Berlino è arrivata come ogni grande amore per caso ed all’improvviso.

Come sei diventata un membro di PiratinViaggio?

Ricordo ancora il giorno in cui lessi l’annuncio su Linkedin, PiratinViaggio stava cercando una nuova figura di Content Editor per ampliare il proprio team. Ho subito inviato il mio CV: dovevo ottenere quel lavoro. Ho scritto una lunghissima lettera di presentazione cercando di inserire tutto l’amore e la curiosità che ho verso il mondo, anche in maniera poco formale ma sicuramente intensa: direi che ha funzionato! Da settembre 2021 sono la Digital Marketing Manager dei Pirati: mi occupo dei canali social del nostro blog.

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?

Sarebbe meglio chiedere “Cosa non mi piace del mio lavoro”! Grazie a PiratinViaggio ho l’opportunità di viaggiare verso luoghi stupendi: ricordo la mia prima crociera a novembre 2021 con MSC dove io ed il mio collega Hook siamo partiti alla volta di una settimana nel Mediterraneo. Lavoro con persone incredibili che mi insegnano come crescere professionalmente, supportandomi e spingendomi a dare il massimo ogni giorno. Da quando sono passata ai social il mio focus è interamente sulla creatività e sull’innovazione, è davvero stimolante.

Qual è la definizione di una “buona offerta”, secondo te?

Spendere il meno possibile per un’offerta di ottima qualità: possono essere voli diretti verso mete difficili da raggiungere o notoriamente costosi a prezzi ottimi o un soggiorno a 4/5 stelle con Spa e colazione inclusa al prezzo di una pizza. Ricordo quando il mio collega Hook (inserire link a sua intervista) pubblicò un volo per Sao Paolo in Brasile con un solo scalo ad 84€: questa per me è l’essenza di PiratinViaggio.

Quale viaggio ti ha cambiato la vita?

Come anticipavo prima, ho avuto l’immenso regalo di poter studiare all’estero, prima in Portogallo e poi in Brasile. A Rio de Janeiro ho vissuto prima a Copacabana, poi a Leblon fino alla favela do Vidigal, proprio in cima al Morro Dois Irmãos. Stavo così in alto che a volte le nuvole erano sotto al nostro tetto, ed avevo una meravigliosa amaca da cui guardavo la spiaggia di Ipanema facendo colazione. In compenso non avevamo i vetri alle finestre e spesso mancava l’acqua corrente, ma non sono mai stata così felice come allora.

La tua ditta offre di fare smart working da dove si preferisce: da dove hai intenzione di lavorare?

Se penso ad uno scenario ideale senza Covid19, sarei già probabilmente in Brasile o in qualche spiaggia idilliaca del sud est asiatico lavorando fronte mare coi piedi nella sabbia. Essendo realista, ho preferito una meta più vicina ed ho passato un mese a fare smart working da Fuerteventura ed è stato magnifico. Inoltre, ora ho l’opportunità di poter trascorrere molto più tempo con la mia famiglia in Italia, cosa che non mi capitava nemmeno quando ero ancora una studentessa. Sia chiaro: lo smart working a Bali è solo in stand-by!