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Cancellazione voli: un'altra estate da incubo?

Pirati, tutti noi viaggiatori siamo ancora scottati dal 2022 e dai tanti problemi che ci sono stati nel mondo del trasporto aereo: voli modificati o cancellati, cospicui tagli su tratte e frequenze, caos negli aeroporti e tantissimi problemi con i bagagli imbarcati, soprattutto per gli aeroporti europei più grandi.

Si pensava che, a distanza di un anno, compagnie aeree e aeroporti fossero corsi ai ripari per tempo, invece i segnali per l'estate 2023 vanno tutti nella direzione della ripetizione dell'estate da incubo del 2022.

Vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo!

Pubblicato da
Tribordo·3/3/2023
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Estate 2023: in arrivo tante cancellazioni di voli?

Durante il caos negli aeroporti e l'estate 2022 piena di cancellazioni dei voli, i reponsabili di compagnie aeree e scali aeroportuali avevano avvertito già in tempi non sospetti: difficilmente il problema potrà essere risolto in tempi brevi e anche nel 2023 ci saranno effetti negativi.

Detto questo, speravamo da viaggiatori che la situazione potesse almeno migliorare, passato un anno dall'estate da incubo del 2022: invece si va nuovamente verso un'alta stagione che vedrà il taglio di migliaia di voli.

Negli ultimi giorni le notizie parlano chiaro: prima Lufthansa e poi American Airlines hanno annunciato il taglio di ben 80.000 voli in totale. Considerate anche altre compagnie, Sono già oltre 90.000 le tratte cancellate in Europa tra aprile e settembre 2023: una media di circa 500 voli in meno ogni giorno e un totale di 11,4 milioni di posti in meno, e circa il 2,6% di tutti i decolli previsti nella stagione di punta del turismo, una percentuale molto sopra la media ed in linea con quella del 2022 che ha causato tanti disagi (soprattutto, bisogna dire, in Olanda, Germania, Francia e Regno Unito). Tanto che Eurocontrol, l’organizzazione intergovernativa che si occupa di controllare il traffico aereo europeo, ha previsto “importanti disagi” in Europa, sia per le cancellazione dei voli ma anche per gli scioperi del personale.

Inoltre l'aeroporto di Amestardam Schipol, uno dei più colpiti nel 2022, aveva da poco eliminato il tetto emergenziale al numero di voli/passeggeri ogni giorno, ma ha dovuto in fretta e furia tornare sui propri passi e ripristinarlo, con le inevitabili conseguenze per passeggeri e compagnie aeree. Così oltre al tetto dei voli di aprile è già previsto un ulteriore taglio del 5% a maggio, mentre Londra Heathtrow ha vietato alle compagnie di aggiungere nuove tratte durante l’estate.

Quali sono i motivi di questi tagli? Gli stessi del 2022: ritardi nelle consegne dei nuovi aeromobili che non consente di adeguare l'offerta alla domanda in crescita, difficoltà nel reclutare nuovamente personale dopo i licenziamenti della pandemia e i tempi lunghi per la formazione di quello nuovo.

Gli addetti ai lavori spiegano che almeno altri 100.000 voli programmati nel periodo giugno-settembre sono a rischio nelle prossime settimane, mano a mano che i vettori ultimeranno l'analisi delle tratte più problematiche e quindi soggette a probabili tagli.

I mesi più colpiti potrebbero essere giugno e luglio, quando nel 2022 le maggiori compagnie hanno cancellato rispettivamente il 2,83% e l'1,83% dei voli previsti.

Anche negli Stati Uniti il problema è serio: lo scorso gennaio Scott Kirby, amministratore delegato di United Airlines, ha avvertito che "le compagnie statunitensi stanno vendendo biglietti per voli che non saranno in grado di operare". La ricetta di United è quella di avere un "eccesso" del 10% di piloti e assistenti di volo, e addirittura il 25% degli aerei in standby.

Che ne pensate, Pirati?