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La notizia che il settore travel aspettava da quasi quattro mesi è finalmente arrivata: l'Ambasciata d'Italia ad Abu Dhabi comunica la revoca della raccomandazione di posticipare i viaggi negli Emirati Arabi Uniti. Dubai, Abu Dhabi, Sharjah e tutte le altre destinazioni degli EAU sono di nuovo ufficialmente raggiungibili senza restrizioni. 🎉
Torniamo un attimo indietro. Dal 28 febbraio 2026, l'attacco congiunto USA-Israele all'Iran ha scatenato un effetto domino devastante sull'economia mondiale, sul travel e sulle compagnie aeree. Da quel giorno, la Farnesina aveva aggiornato gli avvisi di viaggio per tutta l'area del Golfo, suggerendo ai connazionali di posticipare i viaggi non essenziali negli Emirati Arabi Uniti e Qatar, compresi gli eventuali scali aerei verso altre destinazioni.
Un colpo durissimo per chiunque avesse in programma un viaggio — di piacere o di lavoro — nella destinazione-simbolo del Golfo.
La situazione si è ribaltata in pochi giorni. Giovedì il governo britannico ha revocato il warning per Emirati Arabi Uniti, Qatar e alcune zone dell'Arabia Saudita. Venerdì è arrivata anche la mossa italiana: il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato un imminente aggiornamento sul sito Viaggiare Sicuri delle indicazioni relative all'area del Golfo, sottolineando che "lo scenario consente una revisione delle raccomandazioni ai viaggiatori".
L'Ambasciata d'Italia ad Abu Dhabi ha poi ufficializzato il tutto sui propri canali social: nessuna restrizione di sorta, si riparte.
✈️ Ma i voli ci sono?
La situazione aerea è in rapido miglioramento, anche se non ancora ai livelli pre-conflitto:
Emirates ed Etihad sono già operative con frequenze in forte recupero — e si stanno muovendo da leader. Emirates ha annunciato l'introduzione di un'assicurazione di viaggio completa per rassicurare i passeggeri, puntando su affidabilità e assistenza clienti. Etihad ha fatto una mossa simile con una polizza medica inclusa nel biglietto.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno rimosso tutte le restrizioni di traffico aereo a partire dal 2 maggio, restituendo piena operatività agli scali di Dubai e Abu Dhabi. La capacità attuale si assesta tra il 75 e l'80% rispetto ai livelli pre-crisi.
FlyDubai e Air Arabia sono in recupero, anche se con frequenze ancora ridotte.
ITA Airways dovrebbe riprendere i collegamenti verso gli EAU indicativamente dall'autunno: questa notizia potrebbe accelerare i tempi.
Attenzione alla voce biglietti: i prezzi del jet fuel sono più che raddoppiati dall'inizio della crisi, e di conseguenza molte compagnie hanno aumentato i prezzi dei biglietti, ridotto la capacità e aggiunto supplementi carburante. La buona notizia? Martedì i prezzi del petrolio sono scesi di oltre il 2% toccando nuovi minimi da tre mesi, e il giorno dopo un'ulteriore caduta di quasi il 5% a seguito dell'accordo tra Stati Uniti e Iran. Tenetelo d'occhio: le tariffe potrebbero iniziare a scendere nelle prossime settimane.
Tantissimo. Dubai e Abu Dhabi non sono solo destinazioni finali — sono il cuore di uno dei network di connessioni più importanti al mondo. Prima del conflitto, le compagnie del Golfo trasportavano oltre la metà di tutti i passeggeri in volo dall'Europa verso Australia, Nuova Zelanda e isole del Pacifico. Il ripristino dei transiti via hub del Golfo significa più opzioni, più frequenze e — progressivamente — prezzi più competitivi per chi deve raggiungere Asia, Oceania e Africa subsahariana.
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Valuta di stipulare un'assicurazione viaggio che copra cancellazione e rimpatrio
Tieni d'occhio le tariffe: il calo del petrolio potrebbe presto tradursi in prezzi più bassi
Insomma Pirati, la ripartenza è ufficiale. Dubai torna ad essere raggiungibile senza limitazioni — e il mercato dei viaggi italiani verso gli EAU può finalmente togliersi il freno a mano. 🐪🌆
E se per caso cerchi l'offerta giusta per partire, che ne pensi di questa?