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Pirati, c'è una notizia che sta scuotendo il mondo dei voli low cost e che riguarda da vicino chi ha già prenotato (o sta per farlo) un volo con Volotea. Alcuni passeggeri stanno ricevendo una comunicazione inaspettata: la richiesta di un pagamento extra per coprire l’aumento dei costi del carburante, anche se il biglietto è già stato regolarmente acquistato e saldato settimane o mesi prima.
Facciamo chiarezza su questa situazione insolita e cerchiamo di capire cosa dicono le regole.
In genere, quando compriamo un volo, il prezzo è "bloccato". Tuttavia, le condizioni generali di trasporto di molte compagnie (inclusa Volotea) prevedono una clausola particolare: se il costo del cherosene subisce impennate improvvise la compagnia può richiedere un adeguamento tariffario.
Secondo quanto riportato da diversi siti specializzati, tra cui The Flight Club, Volotea starebbe applicando questa norma per far fronte al rincaro energetico, chiedendo ai viaggiatori un'integrazione economica prima della partenza.
La segnalazione è arrivata da alcuni viaggiatori che, dopo aver completato l'acquisto, si sono visti recapitare una mail in cui veniva richiesto il versamento di una somma aggiuntiva per poter confermare il posto a bordo.
Questa possibilità è presente nelle condizioni generali di contratto di Volotea: accettandole al momento del check-out, si accetta implicitamente anche questa possibile variazione di prezzo. Ne riportiamo un passaggio si seguito:
In caso di variazioni straordinarie dei prezzi del carburante che incidano sui mercati energetici internazionali, Volotea potrà applicare un adeguamento limitato e temporaneo al prezzo del biglietto prima della partenza prevista del volo. Qualsiasi adeguamento di questo tipo sarà calcolato in conformità con la metodologia, le soglie e i limiti pubblicati sul sito web di Volotea.
Durante il processo di prenotazione, i passeggeri saranno informati della metodologia applicabile a eventuali adeguamenti derivanti da aumenti o diminuzioni dei costi del carburante, che potranno comportare un corrispondente aumento o diminuzione del prezzo del loro Biglietto.
L’importo esatto di tale adeguamento sarà comunicato ai passeggeri prima della partenza, una volta determinata la variazione applicabile del costo del carburante. Tali adeguamenti si applicheranno solo ai passeggeri che siano stati informati di tale possibilità durante il processo di prenotazione, consentendo loro di prendere una decisione informata prima di completare l’acquisto.
Completando l'acquisto dopo essere stati informati della possibilità di eventuali adeguamenti del prezzo del Biglietto, i passeggeri riconoscono e accettano che tale adeguamento possa essere applicato e autorizzano Volotea ad addebitare ogni relativo aumento, o a rimborsare ogni eventuale diminuzione, utilizzando lo stesso metodo di pagamento utilizzato per l'acquisto del Biglietto.
Sì, ma con dei limiti precisi stabiliti dalla normativa vigente. Per esempio PER I SOLI PACCHETTI TURISTICI (non i singoli biglietti aerei acquistati) il Codice del Turismo dice che:
l'aumento del prezzo di un pacchetto turistico non può essere applicato se mancano meno di 20 giorni alla data della partenza.
l'aumento non può in ogni caso superare l'8% del prezzo complessivo e se lo fa il viaggiatore ha il diritto di recedere dal contratto senza penali.
l'aumento è ammesso solo se previsto dal contratto e giustificato da variazioni dei costi di trasporto (carburante), tasse o tassi di cambio.
La domanda che viene spontano porsi è: ci troviamo di fronte a un episodio isolato o all'inaugurazione di un precedente pericoloso per il modello low cost?
Fino ad oggi, il punto di forza delle compagnie aeree low fare è stata la certezza della tariffa al momento del click. È quindi lecito chiedersi se l'instabilità del mercato energetico potrebbe spingere i vettori a esplorare i confini della flessibilità del prezzo, trasferendo il rischio sulle tasche dei passeggeri anche dopo che la transazione sia stata conclusa.
Quello che ci sentiamo di dire e che in un mercato dove la concorrenza si gioca sul centesimo, il vero valore aggiunto per i viaggiatori del 2026 non sarà solo il prezzo più basso, ma la garanzia che quel prezzo non subisca "ritocchi" a pochi giorni dalla partenza.