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Machu Picchu riapre, ma la Farnesina sconsiglia viaggi per il Perù

Machu Picchu, una delle meraviglie del mondo e nella bucket list di tantissimi viaggiatori, (così come l'Inca Trail) dopo essere stato chiuso a tempo indeterminato a causa della difficile situazione che sta vivendo il Perù, riapre ufficialmente oggi, il 15/02/2023, ammettendo però un massimo di 2500 visitatori al giorno.

Nonostante ciò, a seguito delle marce e delle proteste che si stanno svolgendo nel Paese, il nostro Ministero degli Esteri, sconsiglia di mettersi in viaggio in questo momento per il Perù.

Vi aggiorniamo qui di seguito con tutti i dettagli del caso.

Pubblicato da
Tribordo·15/2/2023
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Machu Picchu e Inca Trail riaprono tra febbraio e marzo

In seguito alla difficile decisione della chiusura delle principali due attrazioni turistiche del Perù, arrivata qualche settimana fa, Machu Picchu, iconico punto di riferimento del Paese, riapre al turismo a partire da oggi.

Il ministero della Cultura peruviano aveva infatti chiuso - a partire dal 21 gennaio e fino a data da destinarsi - il sito di Machu Picchu e l'Inca Trail, anche a causa dell'impossibilità a garantire la sicurezza dei viaggiatori.

L'aeroporto di Cuzco, il centro più vicina all'antica città Inca, era stato chiuso a gennaio, nello stesso periodo in cui erano anche state sospese le linee ferroviarie che collegano Cuzco con Ollantaytambo e Aguas Calientes, le località di partenza per le escursioni al sito. A partire dalla settimana scorsa tuttavia entrambi i mezzi di spostamento hanno ripreso a funzionare, rendendo quindi nuovamente possibile la visita del tanto amato sito.

L'Inca Trail invece riaprirà a marzo, a causa di lavori di manutenzione che dureranno fino alla fine del mese.

La Farnesina sconsiglia di mettersi in viaggio

Nelle scorse settimane è arrivato anche l'avviso del nostro ministero degli Esteri, che invita i connazionali presenti in Perù a limitare al massimo gli spostamenti, a "mantenere atteggiamento sobrio e riservato, evitare ogni forma di assembramento, evitare in ogni caso spostamenti nell’interno del Paese o in luoghi affollati, se non per improcrastinabili ragioni di necessità e di urgenza", oltre che ovviamente a mantenersi informati sui media locali ed in contatto con le Forze dell’Ordine del luogo in cui ci si trova. Inoltre la Farnesina invita chi fosse solo temporaneamente presente nel Paese, "a valutare l’opportunità di anticipare la partenza", così come "a coloro che stiano pianificando di recarsi in Perù, si consiglia di posticipare o di annullare il viaggio".

Maggiori info sul sito della Farnesina.

La situazione nel paese

Le proteste contro il governo in Perù sono in corso da circa due mesi e mezzo e, a seguito degli scontri con la polizia, ci sono stati finora decine di morti e centinaia di feriti. I manifestanti chiedono nuove elezioni con le dimissioni di Dina Boluarte, promossa a capo del governo da vicepresidente a seguito dell'arresto, a dicembre, del presidente Pedro Castillo, accusato di aver cercato di sciogliere il parlamento in un tentativo di golpe. La forma assunta dalle proteste è stata spesso il blocco di strade e autostrade, oltre a scioperi e grandi manifestazioni, con violente repressioni da parte della polizia.

Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza nelle regioni di Cuzco, Puno e Lima (dove ci sono i maggiori problemi anche negli aeroporti) e in quelle di La Libertad, Amazonas e Tacna, nella Provincia costituzionale del Callao e nelle province di Andahuaylas, Tambopata y Tahuamanu, così come nel Distretto di Torata. Prosegue, Nella Regione di Puno è in vigore un coprifuoco, con il divieto di circolare dalle 8 di sera alle 4 del mattino.