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beach, Goa, Island

🦜Sogni una pausa dalla vita quotidiana, magari un'isola deserta? Parti ora! 🏝️

Hey Pirati!

Mai pensato di mollare tutto ed andare a vivere su un'isola deserta? Se sì, siete in buona compagnia: Alvaro Cerezo, avido ed esperto esploratore di terre ancora da scoprire, offre la possibilità di sperimentare un tipo di vacanza completamente diverso.

Che ne dite di vivere su un'isola deserta, esplorando limiti e risorse personali (oltre che capacità di sopravvivere, naturalmente!)?

Partireste per un'avventura del genere? Leggete sotto per maggiori informazioni!

Pubblicato da
Cipi·2/11/2023
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Alvaro, avido esploratore di spiagge sconosciute e calette segrete fin da bambino, a soli 19 anni decise di voler testare sulla sua pelle cosa significasse utilizzare le proprie abilità per sopravvivere. Per questo, partì per la "prima volta" verso un'isola deserta nell'arcipelago di Andamane e Nicobare, in India.

Da quel momento, non ha mai smesso.

Ha cominciato a esplorare gli arcipelaghi in Indonesia, Filippine, Polinesia e Micronesia e, al termine del suo percorso di studi accademici, ha deciso di trasformare questa passione in un lavoro.

Così, nel 2010, ha creato Docastaway, un servizio per evadere dalla frenesia digitale del mondo moderno. Destinato ad un pubblico che vuole mettersi alla prova, vivendo in completo isolamento, senza cibo, acqua o riparo, questo servizio permette di vivere (per qualche giorno) come Robinson Crusoe!

La parte difficile per Alvaro è stata trovare l'isola deserta perfetta. Doveva essere remota e isolata, ma non troppo. Infatti, sebbene l'illusione di completa solitudine sia fondamentale e vada per questo preservata, è necessario che ci sia anche un'isola vicina per una squadra di supporto, pronta a fermare chiunque si avvicini troppo in barca.

Al momento, l'esperienza dura circa una settimana, con un costo che varia tra i 90 ed i 380€ a notte, ed è disponibile in sei diverse isole tra Polinesia, Indonesia, Filippine e America Centrale.

La clientela è varia, ma condivide un interesse in comune: chi partecipa, è in cerca di una sfida. Ci sono isole dove non c'è nulla costruito, perfette per chi vuole sopravvivere, oppure isole con capanne, bungalow, docce e anche elettricità, per chi vuole una vacanza un po' più comoda. Quando un cliente si iscrive, ha due opzioni:

1. "Comfort": c'è squadra che a disposizione con cibo, acqua, riparo e tutto il necessario.

2. "Survival": sempre più popolare, dove il cliente viene lasciato sull'isola con pochissimo, in alcuni casi solo un machete, un accendino o un fucile subacqueo. Una volta che lo staff se ne va, la persona rimane a cercare cibo, costruirsi un rifugio e procurarsi l'acqua. Viene fatto firmare un modulo di esenzione di responsabilità in caso di incidenti o morte (gli ospedali sono molto lontani dall'isola). In caso di emergenza, si possono utilizzare walkie-talkie o telefoni satellitari per comunicare con lo staff.

Il 40% dei clienti sceglie la modalità Survival, il 40% sono coppie e il 20% sono gruppi più piccoli di due o tre amici. Nella modalità Comfort, il 95% dei clienti sono coppie. Chi partecipa viene da tutto il mondo, ma principalmente dagli Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi, Germania e Svizzera.

Ma attenzione! Una volta provata sulla propria pelle, la vera sensazione di solitudine, a detta dei clienti, può essere davvero spaventosa. Per questo motivo, alcuni di loro hanno chiesto di tornare alla civiltà molto prima della fine dell'esperienza, confusa con una vacanza rigenerante.

Quindi, se un giorno doveste decidere di abbandonare tutto e diventare Robinson moderni, ricordatevi che potrebbe non essere così facile come sembra!