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Ryanair in Italia, ecco da dove partiranno le nuove tratte!

Pirati, la settimana scorsa vi abbiamo parlato delle dichiarazioni di Michael O'Leary, il vulcanico amministratore delegato del gruppo Ryanair, sul probabile aumento del costo medio dei voli nei prossimi mesi.

Oggi torniamo a parlare della compagnia aerea che trasporta più passeggeri in Italia e in Europa, per svelarvi i piani della low cost irlandese sul nostro paese, e le regioni italiane dove si concentreranno più gli investimenti e quindi i nuovi voli.

Vediamo tutto nel dettaglio qui di seguito!

Pubblicato da
Tribordo·22/8/2022
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Ryanair, ecco i piani per l'Italia

A svelare i piani della low cost è l'amministratore delegato della compagnia (O'Leary è invece a capo della holding che comprende anche Malta Air, Lauda Europe e Buzz), Eddie Wilson, in un'intervista rilasciata al quotidiano Corriere della Sera.

Wilson parte dalla constatazione che l'estate 2022 ha toccato livelli record per Ryanair in Italia, con un'offerta sul nostro paese aumentata del 30% rispetto al periodo pre-Covid (il 2019), grazie a nuovi aerei basati in Italia e all'apertura della nuova base a Venezia Marco Polo.

Sui problemi degli aeroporti durante il periodo estivo, l'ad di Ryanair rivendica una posizione più forte della compagnia rispetto alle altre, e scarica le responsabilità sui controllori di volo, soprattutto in Francia e Germania, ai quali attribuisce il peggioramento del dato sulla puntalità (-20%).

Rispetto alle dichiarazione di O'Leary sull'aumento dei prezzi nei prossimi mesi, Wilson ammette che i costi stanno lievitando e che quindi sarà inevitabile passare da un prezzo medio di 40€ di un biglietto Ryanair ad uno di 50€ (che comunque è un discreto aumento del 25%!), ma che continueranno ad esistere i prezzi bassi a 9,99€, magari con meno disponibilità di posti a prezzi così bassi per ogni volo.

In Italia Ryanair ha una quota di mercato del 40% e vuole continuare a crescere: l'obiettivo è di arrivare ai 50 milioni di persone trasportate: 15 milioni sui voli nazionali, 35 milioni su quelli internazionali.

Per questo nell'arco del prossimo anno Ryanair vuole aumentare la disponibilità di aerei e voli nel nostro paese: attualmente ce ne sono basati 92 (la compagnia principale in termini quantitativi in Italia), ma l'obiettivo è di aumentare ancora, sopratutto nelle regioni italiane con più margine di crescita perché meno serviti. Wilson fa questi esempi: "in particolare Sicilia, Sardegna, Puglia, Calabria, Marche, Veneto, Umbria, Abruzzo: in queste aree c’è potenziale per flussi tutto l’anno sia a livello nazionale che internazionale".

Rispetto alle polemiche rilanciate da ITA Airways sugli incentivi che Ryanair riceve dagli aeroporti minori, Wilson ribatte: "perché ITA non ha un volo internazionale dalla Sicilia, dalla Sardegna, dall’Abruzzo? Perché non sono in grado, perché non hanno gli aerei per farlo, mentre noi possiamo farlo e lo facciamo".

Wilson propone un esempio che ci piace condividere con voi, e parla di un paese in Europa, un'isola con 4 milioni di abitanti, che ha 15-20 voli diretti con gli USA: l'Irlanda. Mentre la Sicilia, che è un'isola con 5 milioni di abitanti, non ha voli diretti verso l'estero (non solo gli USA, nemmeno l'Europa) offerti dalla compagnia di bandiera. Mentre ovviamente l'obiettivo delle low cost è proprio disfarsi del modello dei grandi hub nazionali (anche per i loro costi) e offrire collegamenti diretti punto punto dall'Italia verso l'estero dagli aeroporti cosiddetti "minori".

Che ne pensate, Pirati?