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Due giorni tra treni panoramici, battelli sul lago, montagne e città storiche: io e Veronica abbiamo provato il Trenino Verde delle Alpi attraversando alcune delle zone più belle della Svizzera tra Spiez, Thun e Berna. Un itinerario semplice da organizzare, perfetto per rallentare un po’ e prendersi una pausa dai ritmi quotidiani, tra panorami alpini, battelli storici e piccoli momenti di tranquillità che restano impressi più del previsto.
Pirati, ci sono viaggi che funzionano senza bisogno di fare troppo. Basta partire presto, sedersi vicino al finestrino e lasciarsi portare tra laghi, montagne e cittadine svizzere così ordinate da sembrare quasi irreali.
Negli ultimi giorni io e Veronica abbiamo provato il Trenino Verde delle Alpi con un itinerario di due giorni tra Domodossola, Spiez, il Niederhorn, Thun e Berna. Un viaggio intenso il giusto, con tanti spostamenti ma senza mai dare davvero la sensazione di correre. Più che altro, è uno di quei viaggi in cui il panorama cambia continuamente e ci si ritrova spesso a guardare fuori dal finestrino invece che il telefono.
Ed è proprio per questo che ci sentiamo di consigliarlo davvero tanto. È un itinerario adatto praticamente a tutte le età, perfetto per prendersi una pausa dai ritmi sempre troppo veloci a cui siamo abituati. Tra treni panoramici, battelli, montagne e cittadine affacciate sui laghi, si entra quasi naturalmente in un ritmo diverso, molto più lento e rilassato.
Una di quelle esperienze che ti rimettono un po’ in contatto con la natura e con una sensazione di tranquillità che nella vita quotidiana spesso manca completamente.
Il Trenino Verde delle Alpi collega Domodossola a Berna attraversando alcune delle zone più belle della Svizzera centrale.
La particolarità è che il viaggio non è solo un modo per spostarsi: buona parte dell’esperienza sta proprio nel tragitto. Dal finestrino si alternano vallate alpine, piccoli villaggi, boschi, laghi color turchese e montagne che sembrano uscite da una cartolina.
La Carta giornaliera Trenino Verde è pensata per essere utilizzata su due giorni di viaggio, ma la formula permette di organizzare l’itinerario fino a un massimo di tre giorni.
In pratica, i giorni in cui si utilizzano i mezzi inclusi devono essere due, ma tra uno e l’altro ci si può anche fermare una notte extra senza prendere trasporti compresi nella carta giornaliera Trenino Verde. È una soluzione molto comoda per chi vuole aggiungere una giornata più rilassata, magari dedicata a Berna oppure a un trekking nell’Oberland Bernese.
La Carta BLS del Trenino Verde permette di salire e scendere su tutti i collegamenti lungo la tratta del Trenino Verde delle Alpi tra Domodossola–Briga–Kandersteg e Berna, oltre alla navigazione sul lago di Thun che abbiamo fatto durante il viaggio. Ed è proprio questa una delle cose più belle dell’esperienza: non si utilizza soltanto il treno panoramico, ma si alternano anche battelli e altri collegamenti che rendono il viaggio molto più vario. Noi siamo partite la domenica verso Domodossola, dove abbiamo dormito in un hotel molto comodo vicino al centro, perfetto soprattutto per riuscire a prendere senza stress il treno delle 7:58 del mattino successivo.
Alle 7:58 siamo salite sul Trenino Verde delle Alpi dirette a Spiez. E già il tragitto da solo vale il viaggio.
In meno di due ore il paesaggio cambia completamente: si passa tra montagne, boschi, piccoli paesi e scorci davvero spettacolari. È uno di quei treni in cui viene spontaneo restare a guardare fuori per quasi tutto il tempo.
Spiez è una cittadina affacciata sul lago di Thun, molto tranquilla e curata. Abbiamo fatto una breve passeggiata nel centro, visto il castello e approfittato dei tanti punti panoramici sul lago prima di prendere il battello verso Beatenbucht.
La traversata in battello è stata una delle parti più belle del viaggio. I battelli sul lago hanno un’atmosfera molto rilassata, quasi d’altri tempi. All’interno ci sono piccoli tavoli vicino alle finestre dove ci si può sedere con un caffè o qualcosa da bere mentre il panorama cambia lentamente fuori.
Ed è proprio questo il bello: non si ha davvero la sensazione di spostarsi, ma quasi quella di osservare il paesaggio muoversi piano davanti agli occhi. Il lago, i vigneti, le montagne e i piccoli villaggi sembrano scorrere con una calma che ormai si trova raramente nei viaggi.
A tratti l’atmosfera è persino romantica, ma in modo naturale, senza risultare costruita. Solo silenzio, acqua calma e una vista che cambia continuamente.
Dalla fermata di Beatenbucht in pochi minuti a piedi abbiamo raggiunto la funicolare che porta al Niederhorn, una delle zone panoramiche più conosciute dell’Oberland Bernese. Anche con il tempo un po’ variabile, la vista da lassù era davvero notevole: il lago sotto, le montagne intorno e tantissimi sentieri che attraversano la zona.
Abbiamo fatto una breve passeggiata e avuto anche la fortuna di vedere alcuni stambecchi da vicino, una delle cose più belle della giornata. Per pranzo ci siamo fermate in rifugio ad assaggiare alcuni piatti tipici svizzeri, tra cui una fondue decisamente perfetta dopo la mattinata in montagna.
Inizialmente il programma prevedeva anche la discesa con i monopattini giganti, ma il meteo non ha aiutato e l’attività è stata cancellata. In montagna il tempo cambia velocemente e quel giorno la pioggia ha decisamente avuto l’ultima parola.
Dopo la discesa abbiamo preso un battello a vapore storico verso Thun.
Anche questo tratto è stato molto bello, ma con un’atmosfera diversa rispetto alla traversata precedente. Più classica, quasi elegante, con interni in legno, dettagli vintage e il rumore regolare del motore che accompagna tutta la navigazione.
Anche qui ci sono zone interne molto accoglienti dove sedersi vicino alle finestre e guardare il lago mentre si attraversano piccoli villaggi e tratti di costa verdissimi. Con il cielo un po’ nuvoloso che avevamo quel giorno, il panorama aveva quasi un’aria cinematografica.
È uno di quei momenti che ricordano quanto, in questo itinerario, anche gli spostamenti facciano davvero parte del viaggio.
Siamo arrivate a Thun poco prima che iniziasse di nuovo a piovere.
La città ci ha colpite soprattutto per il centro storico, attraversato dal fiume Aare e pieno di edifici storici, ponti coperti e scorci molto caratteristici.
Una delle particolarità di Thun sono i marciapiedi rialzati del centro medievale. Venivano costruiti più in alto rispetto alla strada principale per proteggere negozi e magazzini dalle piene del fiume, e ancora oggi sono uno degli elementi più riconoscibili della città.
Durante la passeggiata siamo riuscite a vedere anche il castello, la chiesa principale e il panorama dall’alto. E poi, abbastanza inaspettatamente, anche alcune persone che facevano surf sul fiume sfruttando un’onda naturale creata dalla corrente.
Nel tardo pomeriggio abbiamo preso il treno verso Berna, ultima tappa del viaggio. Berna ha un’atmosfera molto diversa rispetto ad altre capitali europee: elegante ma rilassata, storica ma mai caotica.
Prima di cena siamo passate dal Rosengarten, con una bellissima vista sulla città vecchia, abbiamo visto la zona degli orsi — simbolo storico di Berna — e passeggiato lungo la via principale del centro.
La serata si è conclusa da Altes Tramdepot, una storica birreria dove abbiamo assaggiato altri piatti tipici e la birra locale.
Il secondo giorno lo abbiamo dedicato interamente a Berna, dopo una colazione abbondante nel nostro hotel vicino al centro.
La città si visita molto bene a piedi ed è perfetta per essere scoperta con calma, passeggiando tra portici medievali, fontane storiche e palazzi antichi.
Durante il tour guidato abbiamo visitato la Zytglogge, la celebre torre dell’orologio medievale. La parte più interessante è stata entrare all’interno e vedere il meccanismo originale ancora funzionante dopo secoli.
Abbiamo poi visto la Cattedrale di Berna, il Palazzo Federale e la Einsteinhaus, la casa dove Einstein visse durante il periodo in cui sviluppò alcune delle sue teorie più importanti.
La visita guidata è stata molto interessante anche per tutte le curiosità legate alla storia della città e ai suoi personaggi più famosi.
Purtroppo non siamo riuscite a visitare il Museo della Comunicazione e il Museo di Storia Naturale di Berna, che ci erano stati consigliati più volte. Se avete più tempo, secondo noi meritano sicuramente una visita.
Secondo noi l’ideale è organizzare questo viaggio in due o tre giorni.
In due giorni si riesce comunque a vedere moltissimo, soprattutto seguendo un itinerario simile al nostro. Se invece avete un giorno extra, vale la pena fermarsi più a lungo a Berna oppure dedicare una giornata a trekking ed escursioni nell’Oberland Bernese.
La cosa bella del Trenino Verde delle Alpi è proprio questa: permette di costruire un itinerario molto vario alternando treni panoramici, battelli, montagne e città storiche senza dover mai usare l’auto.
E la Svizzera, da questo punto di vista, rende tutto incredibilmente semplice.