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Pirati, l’Australia è una di quelle idee che non passano mai davvero.
Magari torna fuori davanti a un caffè, magari quando si parla di cambiare aria o di fare qualcosa di diverso. Ora però non è solo un sogno: UE e Australia stanno discutendo un accordo che potrebbe rendere molto più semplice viverci e lavorarci, anche per noi italiani. Non è ancora tutto deciso, ma le basi sono serie e vale la pena capire cosa potrebbe cambiare davvero.
Pirati, se l’Australia è una di quelle idee che tornano sempre (“prima o poi mollo tutto e vado”), questa notizia vale due minuti di attenzione.
Da mesi l’Unione Europea e l’Australia stanno lavorando a un accordo di mobilità che potrebbe rendere molto più semplice vivere e lavorare down under anche per noi italiani. Non è ancora realtà, ma non è nemmeno fuffa da social.
In sostanza, si parla di un sistema nuovo che permetterebbe ai cittadini europei di entrare in Australia senza dover avere già uno sponsor, cercare lavoro direttamente sul posto e fermarsi più a lungo, fino a quattro anni. Un bel salto rispetto a oggi, soprattutto per chi non vuole (o non può) incastrarsi in un visto iper rigido.
Il punto più interessante è proprio questo: lo stop alla dipendenza dal datore di lavoro sponsor. Chi ha provato a informarsi lo sa: oggi, fuori dal Working Holiday, restare oltre i tre mesi significa spesso accettare compromessi, tempi infiniti o lavori lontani dalle proprie competenze. Con il nuovo accordo l’idea è opposta: arrivi, esplori, fai colloqui, capisci se il posto fa per te. Senza dover decidere tutto prima di salire sull’aereo.
E il Working Holiday Visa? Probabilmente non sparirà, ma cambierebbe volto. Attualmente per gli italiani vale fino a 35 anni, dura 12 mesi e per rinnovarlo bisogna passare dai famosi lavori in farm o in aree remote, con un costo di circa 670 AUD. Le anticipazioni parlano di un superamento di questi obblighi: niente più corse ai “giorni in fattoria” e molta più libertà su città e settore. Una notizia che farà tirare un sospiro di sollievo a più di una persona.
Sulle tempistiche, meglio essere realistici. L’accordo non è ancora firmato, ma viene definito una priorità per il 2026. Il voto chiave è atteso in primavera e, se tutto va liscio, l’entrata in vigore potrebbe arrivare tra fine 2026 e inizio 2027. Non è una partenza last minute, ma è abbastanza vicino da iniziare a pensarci sul serio.
Per ora, però, non cambia nulla: resta valido l’eVisitor 651 (gratis, massimo tre mesi, lavoro vietato) e resta valido il Working Holiday Visa con le regole attuali. Tutto il resto è in costruzione, quindi occhi aperti e zero illusioni.
Perché questa notizia conta davvero per chi parte dall’Italia? Perché apre possibilità concrete anche oltre i 30, riduce i percorsi forzati e rende l’Australia di nuovo competitiva per chi cerca un’esperienza di vita, non solo un anno di passaggio.
Se l’Australia vi chiama, tenetela nel radar. Informatevi sulle città, sul costo della vita, sulle opportunità reali e, nel frattempo, lavorate sull’inglese. Se la porta si apre, arrivare preparati farà tutta la differenza.
👉 Nelle nostre guide trovate idee di viaggio, città dove vivere e ispirazioni per l’Australia. Meglio pensarci ora che inseguire tutto all’ultimo.