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Pirati, se vi è mai capitato di dire “aspetto a comprare il treno, tanto il prezzo è quello”, sappiate che dal 2026 questa frase non funziona più. Dal 1° gennaio è entrato infatti a regime il nuovo sistema di prezzi dinamici per le Frecce di Trenitalia: lo stesso meccanismo che da anni governa i biglietti aerei. In pratica, prima si acquista e più probabilità ci sono di pagare meno. Una piccola rivoluzione per chi viaggia spesso in treno, abituatə a un sistema molto più rigido.
Finora le differenze di prezzo dipendevano quasi esclusivamente dalle offerte disponibili: una quota fissa di biglietti Economy, poi la Base, poi via via le tariffe più alte, indipendentemente dal giorno della settimana. Ora invece entra in gioco soprattutto la domanda reale: se un treno è molto richiesto (weekend, orari business, periodi festivi), il prezzo sale; se invece viaggia in una fascia meno appetibile, aumentano le possibilità di trovare tariffe più basse.
È per questo che, oggi, un Frecciarossa Bari–Milano a gennaio può superare i 100 euro, mentre lo stesso treno prenotato con largo anticipo a febbraio costa meno della metà.
L’obiettivo di Trenitalia è chiaro: riempire meglio i treni anche nei giorni “vuoti”, aumentando il tasso di riempimento.
C’è però qualche paletto importante. Il sistema non riguarda Intercity e regionali, che restano a prezzo calmierato perché finanziati con fondi pubblici, ma solo le Frecce “a mercato”.
E niente panico da voli di Ferragosto: Ferrovie dello Stato assicura l’esistenza di un tetto massimo ai prezzi, oltre al fatto che la concorrenza – oggi Italo, domani probabilmente anche SNCF – limita eventuali rincari estremi.
Dietro le quinte lavora un software che suggerisce i prezzi, ma le decisioni finali passano comunque dalla direzione marketing.
Il messaggio per noi Pirati, però, è semplice e molto concreto: chi pianifica e compra prima, viaggia meglio (e spende meno). Anche sui binari 🚄