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Costo emissioni, in Italia previsti 35€ di aumento per i voli

Pirati, tutti noi viaggiatori ci stiamo confrontando, in questo periodo di ripresa dell'industria turistica dopo il brusco stop della pandemia, con una serie di problemi che riguardano i voli, tra cancellazioni, file negli aeroporti, e soprattutto prezzi mediamente più alti che in passato. Il costo dei voli su alcune tratte è sensibilmente più alto rispetto al 2019, per una serie di motivi dovuti tra gli altri al costo del carburante, alla minore offerta rispetto ad una domanda tornata in aumento, e ai problemi di compagnie aeree (e degli aeroporti per i servizi di terra) di tornare ad impiegare i lavoratori licenziati negli ultimi 3 anni.

Ma c'è un ulteriore problema che potrebbe portare in Italia ad un aumento generalizzato di 35€ per i voli, legato al piano europeo per ridurre le emissioni di anidride carbonica. Vediamo tutti i dettagli qui di seguito.

Pubblicato da
Tribordo·28/2/2023
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Piano europeo sul clima, aumenti di 35€ per i voli

Il quotidiano Corriere della Sera ha analizzato una serie di documenti della Commissione Europea relativi al piano per ridurre le emissioni di anidride carbonica.

I dati di Transport & Environment dicono che le emissioni dei voli in partenza dagli aeroporti dell'Unione Europea sono aumentati dall'1,4% del totale continentale nel 1990 al 3,7% di oggi, con una previsione, senza correttivi, di un raddoppiare o addirittura triplicare le emissioni del settore aereo in Europa nel 2050. Per questo motivo il nuovo pacchetto UE sul clima "Pronti per il 55%" vuole invece ridurre le emissioni al 2030 rispetto al 1990 di un ambizioso 55%. Tra le misure previste c'è anche quella di far pagare di più le compagnie aeree per il loro inquinamento, un rincaro che solo per i voli a corto e medio raggio dovrebbe raggiungere gli 8-10 euro.

Il funzionamento dell'attuale Emissions trading scheme prevede che ogni compagnia aerea abbia una soglia "gratuita" di emissione di CO2 per ogni paese europeo, superata la quale deve pagare per le emissioni in eccesso. Il nuovo schema elimina invece questa quota gratuita, per cui le compagnie aeree dovranno pagare per tutte le loro emissioni, in un momento in cui il costo attuale è peraltro ai massimi storici.

Il nuovo schema, che dovrebbe entrare in vigore nel 2026, avrebbe un impatto non indifferente sui costi delle compagnie e inevitabili rincari del costo dei biglietti aerei, secondo le simulazioni del Corriere della Sera.

Un ulteriore problema è che questo schema non si applicherà alla parte extra-UE dei voli intercontinentali, generando il paradosso che questi voli, che pur rappresentando solo il 6% del totale sono responsabili di oltre la metà delle emissioni in Europa, subiranno solo aumenti parziali, mentre la società specializzata Iba prevede un aumento tra i 6 e i 14 euro per i collegamenti a breve raggio, e di 22 euro per quelli a medio raggio in Europa.

In Italia, in particolare, il costo potrebbe essere anche maggiore, almeno a giudicare dal dossier presentato da Nlr e Seo-Amsterdam Economics: 35€ per un volo nel 2035, addirittura 42€ nel 2035.

Infine un problema non da poco per la concorrenza sarà rappresentato dai voli intercontinentali con scalo: chi partirà per l'Asia ad esempio con scalo in Europa pagherà decisamente di più rispetto a chi farà scalo in un paese del Medio Oriente. Secondo Airlines for Europe, associazione europea delle compagnie aeree, sostiene che in futuro volare fuori dalla UE da uno degli hub europei potrebbe costare tra il 23 e il 29% in più, rispetto ad aumenti limitati al 4% di hub come Istanbul, Doha o Dubai.

Che ne pensate, Pirati?