
Utilizziamo i cookie per migliorare la vostra esperienza di navigazione, proporre contenuti personalizzati e analizzare il nostro traffico. Facendo clic su "Accetta tutto", l'utente accetta questo e acconsente alla condivisione di queste informazioni con terze parti e al trattamento dei suoi dati negli Stati Uniti. Per ulteriori informazioni, leggere la nostra .
È possibile modificare le proprie preferenze in qualsiasi momento. In caso di rifiuto, utilizzeremo solo i cookie essenziali e, purtroppo, non riceverete alcun contenuto personalizzato.

Dopo gli attacchi statunitensi e israeliani all’Iran e la chiusura di diversi spazi aerei in Medio Oriente, il traffico aereo mondiale sta vivendo la più grande interruzione dai tempi della pandemia. Migliaia di voli cancellati, hub paralizzati, rotte deviate e viaggiatori bloccati tra Europa, Asia e Stati Uniti. Ecco cosa sta succedendo davvero e cosa fare se avete un volo nei prossimi giorni.
Nelle ultime 48–72 ore la situazione è degenerata rapidamente. Le autorità aeronautiche di Iran, Iraq, Israele, Siria, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti hanno disposto chiusure totali o parziali dello spazio aereo.
Il Medio Oriente non è solo una destinazione turistica: è uno snodo strategico per le rotte tra Europa e Asia, tra Nord America e Asia-Pacifico e tra Africa e Estremo Oriente. Quando si blocca quell’area, l’impatto è immediatamente globale.
Secondo i dati di settore:
Oltre 5.000 voli cancellati tra andata e ritorno in due giorni
Più di 19.000 voli in ritardo a livello globale
Oltre 2.600 cancellazioni registrate nelle prime ore notturne GMT
Sabato circa il 23% dei voli previsti verso il Medio Oriente è stato cancellato. Domenica centinaia di ulteriori voli sono stati eliminati dal programma operativo.
Ma i numeri raccontano solo una parte della storia: molti voli non risultano cancellati, bensì dirottati, ritardati di molte ore o riprogrammati su rotte alternative.
Gli hub di Dubai, Doha e Abu Dhabi sono tra i più trafficati al mondo per connessioni intercontinentali. Quando rallentano o si fermano:
saltano coincidenze Europa–Asia
si allungano le rotte alternative (più carburante, meno slot disponibili)
equipaggi e aeromobili restano “fuori posizione”
le compagnie devono ripianificare intere rotazioni
Anche se lo spazio aereo riapre tecnicamente, il ritorno alla normalità operativa può richiedere giorni.
La situazione è in continua evoluzione, ma al momento risultano coinvolte compagnie di tutti i continenti.
ITA Airways ha sospeso i voli da e per Tel Aviv fino al 7 marzo (incluso un volo dell’8 marzo) ed evita fino alla stessa data diversi spazi aerei regionali.
Lufthansa e Swiss hanno sospeso diverse rotte verso Israele e altre destinazioni mediorientali.
Air France ha cancellato voli verso Dubai, Riyadh, Beirut e Tel Aviv.
British Airways ha sospeso Tel Aviv e Bahrein fino al 4 marzo.
Emirates ha sospeso temporaneamente operazioni da/per Dubai fino al 3 marzo (ora locale UAE).
Etihad ha cancellato una quota significativa delle operazioni.
Qatar Airways ha sospeso temporaneamente voli da Doha in attesa di condizioni operative sicure.
Delta Air Lines ha sospeso la rotta New York–Tel Aviv.
United Airlines ha cancellato voli per Tel Aviv e Dubai per diversi giorni.
American Airlines ha sospeso la rotta Doha–Filadelfia.
Air Canada ha cancellato voli per Israele fino all’8 marzo.
Air India e IndiGo hanno sospeso diverse rotte verso il Medio Oriente.
Cathay Pacific ha sospeso Dubai e Riyadh.
Singapore Airlines e Scoot hanno cancellato rotte nella regione.
Pakistan International Airlines ha sospeso voli verso Emirati, Bahrein, Doha e Kuwait.
Alcune compagnie, come Qantas e All Nippon Airways, non hanno al momento annunciato cancellazioni.
Non tutti i voli vengono eliminati dal sistema. Molti cambiano rotta allungando i tempi di volo, effettuano scali tecnici imprevisti, vengono dirottati su aeroporti alternativi oppure tornano direttamente all’aeroporto di partenza.
La parola chiave è monitorare.
Non cancellare autonomamente il biglietto senza verificare prima le opzioni offerte dalla compagnia.
Controlla sempre il sito ufficiale del vettore, non solo l’agenzia online.
Se voli da un Paese UE o con compagnia europea, restano valide le tutele del Regolamento 261/2004 per assistenza e riprotezione (la compensazione economica potrebbe non essere prevista in caso di circostanze straordinarie legate alla sicurezza).
Conserva screenshot e ricevute di eventuali spese extra.
In una situazione come questa, oltre alla compagnia aerea, è fondamentale avere riferimenti istituzionali.
Piazzale della Farnesina 1, 00135 Roma
Centralino: +39 06 36911
URP: +39 06 3691 8899
La Farnesina ha invitato alla massima cautela nelle aree coinvolte e raccomanda di monitorare costantemente gli aggiornamenti ufficiali.
Il portale ufficiale dell’Unità di Crisi è il riferimento principale per:
Avvisi di sicurezza aggiornati paese per paese, informazioni su aeroporti, trasporti e rischi, contatti di ambasciate e consolati ed aggiornamenti in tempo reale
👉 Sito: www.viaggiaresicuri.it
👉 Sezione aggiornamenti: www.viaggiaresicuri.it/aggiornamenti
È disponibile anche l’app “Viaggiare Sicuri – Unità di Crisi”, utile per registrare il proprio viaggio e ricevere notifiche in caso di emergenza.
Se vi trovate già all’estero, è consigliabile registrare la propria presenza tramite il servizio “Dove siamo nel mondo”.
Entrambi restano a disposizione di ogni connazionale in difficoltà e possono essere contattati, 24/24, ai seguenti recapiti telefonici.
Ambasciata d'Italia ad Abu Dhabi:
+971 50 818 07 80
+971 50 010 19 98
Consolato Generale a Dubai:
+971 050 656 3375
+971 050 866 9546
+971 050 920 1247
+971 050 248 2601
+971 050 302 4263