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Dopo gli attacchi statunitensi e israeliani all’Iran e la chiusura di diversi spazi aerei in Medio Oriente, il traffico aereo mondiale sta vivendo la più grande interruzione dai tempi della pandemia. Migliaia di voli cancellati, hub paralizzati, rotte deviate e viaggiatori bloccati tra Europa, Asia e Stati Uniti. Ecco cosa sta succedendo davvero e cosa fare se avete un volo nei prossimi giorni.
L’aeroporto internazionale di Dubai è stato temporaneamente chiuso stamane a seguito di un attacco condotto con droni che ha colpito un deposito di carburante, innescando un incendio, le fiamme sono state domate senza registrare feriti.
Voli: Operazioni sospese per diverse ore. La compagnia Emirates ha annunciato la ripresa graduale di decolli e atterraggi a partire dalle 10:00 ora locale (07:00 MEZ). Molti voli sono stati dirottati su Dubai World Central (DWC), Muscat e Abu Dhabi. In alcuni casi, i voli prevedono uno scalo tecnico in una terza città, come Medina o Jeddah, prima di proseguire verso la destinazione finale.
L’Agenzia Europea per la Sicurezza dell'Aviazione (EASA) ha prorogato fino al 18 marzo la raccomandazione di evitare gli spazi aerei di 11 Paesi (tra cui Iran, Iraq, Israele, Giordania e gran parte del Golfo). Questo comporta rotte ancora più lunghe per i voli verso l'Asia, con scali tecnici imprevisti per rifornimento a Cipro o al Cairo.
Qatar Airways ha ripreso un programma di voli limitato da e per l'aeroporto Hamad di Doha. Lo spazio aereo del Qatar resta però soggetto a restrizioni improvvise. La compagnia invita i passeggeri a monitorare lo stato del volo ogni 3 ore.
Un drone di fabbricazione iraniana ha colpito l'area perimetrale dell'aeroporto di Dubai, provocando un'esplosione vicino a un velivolo in sosta. Emirates ha sospeso immediatamente tutte le operazioni per 24 ore. Inizia la grande congestione dell'hub di Muscat (Oman), ormai unico varco sicuro della regione.
Il panorama delle restrizioni al volo si amplia. In seguito agli attacchi di droni che hanno colpito l'aeroporto internazionale di Nakhchivan (NAJ), le autorità dell'Azerbaigian hanno disposto la chiusura del settore meridionale della propria regione di informazione del volo (Baku FIR).
L’Oman conferma la piena operatività dei propri cieli. L'aeroporto di Muscat si è consolidato come il punto di riferimento principale per i voli di soccorso e rimpatrio, con Qatar Airways che si unisce alla lista delle compagnie che utilizzano lo scalo come base operativa.
Ecco l'elenco completo delle restrizioni aeree attive, suddiviso per tipologia e scadenze aggiornate:
Blocchi a lungo termine: Israele e gli Emirati Arabi Uniti hanno esteso le restrizioni (totali per il primo, tramite zone di emergenza ESCAT per i secondi) fino alla mattina del 9 marzo.
Chiusure totali fino al 7 marzo: restano completamente interdetti i cieli di Iran (fino alle 08:30), Iraq (fino alle 09:00) e Siria (fino alle 21:00).
Scadenze odierne (6 marzo): salvo ulteriori proroghe, nel pomeriggio di oggi scadono i blocchi totali per Qatar, Bahrein e Kuwait (ore 16:00 UTC) e la chiusura parziale del settore sud dell'Azerbaigian (ore 20:00 UTC).
Arabia Saudita: la chiusura parziale delle aree di confine con Iraq e Golfo rimane attiva fino alle 22:00 UTC di oggi.
Dal 6 marzo, Etihad Airways riattiva alcuni collegamenti chiave da Abu Dhabi, inclusi Roma e Milano. La ripresa sarà graduale e limitata alle destinazioni autorizzate per motivi di sicurezza.
Chi può viaggiare: La priorità va a chi ha già una prenotazione; i nuovi biglietti sono su etihad.com.
Regole aeroporto: Recati allo scalo solo con prenotazione confermata o su invito diretto della compagnia.
Destinazioni attive: Tra le tratte operative fino al 19 marzo ci sono anche Londra, Parigi, New York, Bangkok e Malé.
Stato voli: Il programma resta flessibile e soggetto a variazioni in base all'apertura degli spazi aerei.
Secondo la Farnesina attualmente sono circa 8.900 i turisti italiani presenti nell'area interessata dai disagi: la comunità più numerosa si trova negli Emirati Arabi Uniti (oltre 6.500 persone), seguiti da Oman (1.386), Qatar (948) e Bahrein (92).
Per far fronte a questa situazione, sono state predisposte nuove operazioni di rientro:
Dall'Oman: Due voli sono decollati da Muscat con destinazione Roma Fiumicino, garantendo il ritorno a circa 350 connazionali.
Sud-est asiatico e Maldive: Proseguono parallelamente i voli di linea gestiti dalle singole compagnie per agevolare il rientro degli oltre 6.000 turisti italiani attualmente tra Thailandia e Maldive.
La città di Muscat, in Oman, è diventata il principale punto di riferimento nel Medio Oriente per le operazioni di soccorso aereo, con il suo aeroporto che è diventato lo scalo strategico per i voli di rimpatrio.
Sia vettori di linea che jet privati sono impegnati nell'evacuazione delle persone dall'area. Per oggi, 5 marzo, è previsto un piano di voli di rimpatrio coordinato da British Airways, Swiss e Qatar Airways, insieme a operazioni speciali predisposte dal governo polacco.
Proseguono le operazioni di assistenza della Farnesina per il rientro dei nostri connazionali. Oltre 2.700 italiani sono già tornati dal Medio Oriente, su voli Oman Air da Muscat o attraverso altri voli commerciali da Abu Dhabi e Riad, agevolati dal Ministero o tramite prenotazioni private.
Prossimi passi: nei giorni a venire sono previsti ulteriori voli diretti in Italia in partenza da Abu Dhabi, Dubai, Mascate, Riad, Malè e Colombo, coordinati dalla rete diplomatico-consolare.
Registrazione obbligatoria: il Ministero degli Esteri esorta caldamente tutti i connazionali a segnalare la propria presenza sull’App Viaggiare Sicuri o sul portale www.dovesiamonelmondo.it.
Perché è importante: senza la registrazione, l’Unità di Crisi e le Ambasciate non possono inviare comunicazioni d'emergenza, aggiornamenti sulla sicurezza o dettagli operativi sui voli disponibili.
La stabilità dell'area rimane precaria e si prevede che molte restrizioni verranno ulteriormente prolungate. Ecco il quadro attuale:
Chiusura Totale: Iran (fino all'8:30 del 7/03), Iraq (fino alle 9:00 del 7/03) e Siria (fino alle 21:00 del 7/03). Lo spazio aereo di Israele resterà interdetto ai civili fino al 9 marzo, salvo autorizzazioni speciali o voli militari.
Riaperture e Flessibilità: la Giordania ha rimosso il blocco notturno precedentemente imposto. Negli Emirati Arabi Uniti lo spazio aereo è parzialmente operativo, così come in Arabia Saudita (limitatamente alle zone di confine con Iraq e Golfo).
Zone ESCAT: Rrestano attivi i protocolli di controllo d'emergenza (ESCAT), che permettono alle autorità locali di aprire corridoi di volo con brevissimo preavviso in base all'evoluzione della sicurezza.
La regione vive una fase di forte instabilità, con chiusure che vengono costantemente estese. Ecco il dettaglio dei blocchi principali:
Chiusura Totale: Iraq, Qatar, Bahrein, Kuwait e Siria (scadenza prevista pomeriggio del 4 marzo); Israele (fino al 6 marzo); Iran (fino al 7 marzo).
Chiusura Parziale/Notturna: L'Arabia Saudita limita le aree al confine con Iraq e Golfo Persico; la Giordania chiude solo di notte; gli Emirati Arabi Uniti risultano parzialmente chiusi.
Flessibilità operativa: Le autorità locali utilizzano zone di controllo (ESCAT) per riaprire i corridoi aerei con breve preavviso in base alla sicurezza.
Lo spazio aereo dell'Oman resta aperto e l'aeroporto di Muscat è diventato il fulcro per le operazioni di rimpatrio. Compagnie come Smartwings - che ha già effettuato diversi voli negli ultimi due giorni - British Airways e Lufthansa opereranno voli speciali via Muscat per riportare a casa i cittadini britannici e tedeschi.
La situazione nella regione rimane estremamente instabile e ciò continua a determinare una frammentazione dello spazio aereo che sta causando significative deviazioni nelle rotte internazionali. Le autorità aeronautiche locali mantengono un alto livello di allerta, con una tendenza alla proroga sistematica delle chiusure alla loro scadenza naturale. In particolare, l'attivazione delle zone di Controllo di Sicurezza di Emergenza del Traffico Aereo (ESCAT) garantisce ai singoli Stati la massima flessibilità per chiudere o riaprire i corridoi di volo con preavviso minimo.
Ecco il dettaglio dei blocchi e delle limitazioni operative:
Iran. Scadenza prevista: 08:30 UTC | 7 marzo.
Israele. Scadenza prevista: 10:00 UTC | 6 marzo.
Iraq. Scadenza prevista: 09:00 UTC | 4 marzo.
Siria. Scadenza prevista: 21:00 UTC | 3 marzo.
Qatar, Bahrein, Kuwait. Chiusura totale con scadenza immediata fissata alle 10:00 UTC | 3 marzo (salvo proroghe dell'ultimo minuto).
Giordania. Chiusura ciclica quotidiana (solo notturna) dalle 15:00 alle 06:00. Scadenza NOTAM: 06:00 UTC | 5 marzo.
Emirati Arabi Uniti. Chiusura parziale dello spazio aereo. Scadenza prevista: 12:00 UTC | 4 marzo.
Arabia Saudita. Chiusura parziale focalizzata sulle aree al confine con l'Iraq e lungo il Golfo Persico. Scadenza: 22:00 UTC | 3 marzo.
Oman. Al momento lo spazio aereo rimane completamente aperto e operativo, fungendo da principale corridoio di transito per i voli che aggirano le zone di conflitto.
Secondo FlightRadar24, l'escalation ha portato alla cancellazione di oltre 9.500 voli in soli quattro giorni, che hanno coinvolto piu di 1,5 milioni di passeggeri, con una progressione drammatica:
28 febbraio: 1.400+ voli cancellati
1 marzo: 3.400+ voli cancellati
2 marzo: 3.400+ voli cancellati
3 marzo: 1.300+ voli cancellati (dato parziale)
Nelle ultime 48–72 ore la situazione è degenerata rapidamente. Le autorità aeronautiche di Iran, Iraq, Israele, Siria, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti hanno disposto chiusure totali o parziali dello spazio aereo.
Il Medio Oriente non è solo una destinazione turistica: è uno snodo strategico per le rotte tra Europa e Asia, tra Nord America e Asia-Pacifico e tra Africa e Estremo Oriente. Quando si blocca quell’area, l’impatto è immediatamente globale.
Secondo i dati di settore:
Oltre 5.000 voli cancellati tra andata e ritorno in due giorni
Più di 19.000 voli in ritardo a livello globale
Oltre 2.600 cancellazioni registrate nelle prime ore notturne GMT
Sabato circa il 23% dei voli previsti verso il Medio Oriente è stato cancellato. Domenica centinaia di ulteriori voli sono stati eliminati dal programma operativo.
Ma i numeri raccontano solo una parte della storia: molti voli non risultano cancellati, bensì dirottati, ritardati di molte ore o riprogrammati su rotte alternative.
Gli hub di Dubai, Doha e Abu Dhabi sono tra i più trafficati al mondo per connessioni intercontinentali. Quando rallentano o si fermano:
saltano coincidenze Europa–Asia
si allungano le rotte alternative (più carburante, meno slot disponibili)
equipaggi e aeromobili restano “fuori posizione”
le compagnie devono ripianificare intere rotazioni
Anche se lo spazio aereo riapre tecnicamente, il ritorno alla normalità operativa può richiedere giorni.
La situazione è in continua evoluzione, ma al momento risultano coinvolte compagnie di tutti i continenti.
ITA Airways ha sospeso i voli da e per Tel Aviv fino al 7 marzo (incluso un volo dell’8 marzo) ed evita fino alla stessa data diversi spazi aerei regionali.
Lufthansa e Swiss hanno sospeso diverse rotte verso Israele e altre destinazioni mediorientali.
Air France ha cancellato voli verso Dubai, Riyadh, Beirut e Tel Aviv.
British Airways ha sospeso Tel Aviv e Bahrein fino al 4 marzo.
Emirates ha sospeso temporaneamente operazioni da/per Dubai fino al 3 marzo (ora locale UAE).
Etihad ha cancellato una quota significativa delle operazioni.
Qatar Airways ha sospeso temporaneamente voli da Doha in attesa di condizioni operative sicure.
Delta Air Lines ha sospeso la rotta New York–Tel Aviv.
United Airlines ha cancellato voli per Tel Aviv e Dubai per diversi giorni.
American Airlines ha sospeso la rotta Doha–Filadelfia.
Air Canada ha cancellato voli per Israele fino all’8 marzo.
Air India e IndiGo hanno sospeso diverse rotte verso il Medio Oriente.
Cathay Pacific ha sospeso Dubai e Riyadh.
Singapore Airlines e Scoot hanno cancellato rotte nella regione.
Pakistan International Airlines ha sospeso voli verso Emirati, Bahrein, Doha e Kuwait.
Alcune compagnie, come Qantas e All Nippon Airways, non hanno al momento annunciato cancellazioni.
Non tutti i voli vengono eliminati dal sistema. Molti cambiano rotta allungando i tempi di volo, effettuano scali tecnici imprevisti, vengono dirottati su aeroporti alternativi oppure tornano direttamente all’aeroporto di partenza.
La parola chiave è monitorare.
Non cancellare autonomamente il biglietto senza verificare prima le opzioni offerte dalla compagnia.
Controlla sempre il sito ufficiale del vettore, non solo l’agenzia online.
Se voli da un Paese UE o con compagnia europea, restano valide le tutele del Regolamento 261/2004 per assistenza e riprotezione (la compensazione economica potrebbe non essere prevista in caso di circostanze straordinarie legate alla sicurezza).
Conserva screenshot e ricevute di eventuali spese extra.
In una situazione come questa, oltre alla compagnia aerea, è fondamentale avere riferimenti istituzionali.
Piazzale della Farnesina 1, 00135 Roma
Centralino: +39 06 36911
URP: +39 06 3691 8899
La Farnesina ha invitato alla massima cautela nelle aree coinvolte e raccomanda di monitorare costantemente gli aggiornamenti ufficiali.
Il portale ufficiale dell’Unità di Crisi è il riferimento principale per:
Avvisi di sicurezza aggiornati paese per paese, informazioni su aeroporti, trasporti e rischi, contatti di ambasciate e consolati ed aggiornamenti in tempo reale
👉 Sito: www.viaggiaresicuri.it
👉 Sezione aggiornamenti: www.viaggiaresicuri.it/aggiornamenti
È disponibile anche l’app “Viaggiare Sicuri – Unità di Crisi”, utile per registrare il proprio viaggio e ricevere notifiche in caso di emergenza.
Se vi trovate già all’estero, è consigliabile registrare la propria presenza tramite il servizio “Dove siamo nel mondo”.
Entrambi restano a disposizione di ogni connazionale in difficoltà e possono essere contattati, 24/24, ai seguenti recapiti telefonici.
Ambasciata d'Italia ad Abu Dhabi:
+971 50 818 07 80
+971 50 010 19 98
Consolato Generale a Dubai:
+971 050 656 3375
+971 050 866 9546
+971 050 920 1247
+971 050 248 2601
+971 050 302 4263