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Pirati, se avete già prenotato le vacanze estive potete tirare un piccolo sospiro di sollievo: l’Unione Europea ha chiarito che le compagnie aeree non potranno aumentare retroattivamente il prezzo dei voli già acquistati a causa del caro carburante. Restano però alcune eccezioni in caso di cancellazioni legate a una reale carenza di jet fuel. Ecco cosa cambia davvero per chi vola nei prossimi mesi.
Pirati, se avete già prenotato un volo per l’estate, c’è una buona notizia: le compagnie aeree non potranno aggiungere supplementi carburante retroattivi ai biglietti già acquistati.
La Commissione europea ha infatti deciso di mettere nero su bianco alcune regole per evitare che la crisi energetica e le tensioni in Medio Oriente si trasformino nell’ennesimo costo scaricato sui passeggeri. Dietro questa decisione c’è la paura di una nuova impennata dei prezzi del jet fuel legata al conflitto nell’area dello Stretto di Hormuz, da cui passa una parte importante delle forniture energetiche mondiali.
Mentre le compagnie parlano già di costi operativi in aumento e rotte meno redditizie, Bruxelles prova quindi a fissare alcuni paletti chiari su rincari, cancellazioni e compensazioni economiche.
Il punto più importante riguarda proprio i biglietti già emessi.
Secondo le nuove linee guida europee, il semplice aumento del prezzo del carburante non è una giustificazione valida per modificare il costo di un volo acquistato settimane o mesi prima.
Negli ultimi tempi alcune compagnie low cost erano finite al centro delle polemiche per richieste di supplementi carburante arrivate dopo la prenotazione. Ora Bruxelles chiarisce che questa pratica non può diventare la norma.
In pratica, il caro carburante resta un problema delle compagnie e non può trasformarsi automaticamente in un extra da addebitare ai viaggiatori dopo l’acquisto.
La situazione cambia però in caso di cancellazioni.
Qui la Commissione europea distingue tra due scenari molto diversi:
aumento dei costi del carburante;
reale carenza di carburante disponibile negli aeroporti.
Se una compagnia cancella un volo semplicemente perché operarlo è diventato troppo costoso, i diritti dei passeggeri restano invariati. Continuano quindi a valere:
rimborso del biglietto;
riprotezione su un altro volo;
compensazione economica prevista dal Regolamento UE 261/2004.
La compensazione può arrivare fino a 600 euro, a seconda della distanza della tratta.
Ma se esiste una reale carenza locale di jet fuel — quindi carburante fisicamente non disponibile — la situazione potrebbe essere considerata una “circostanza straordinaria”. In quel caso la compagnia potrebbe essere esonerata dal pagamento della compensazione economica.
Attenzione però: anche senza compensazione, il passeggero mantiene comunque il diritto:
al rimborso;
oppure a un volo alternativo;
oltre all’assistenza prevista, come pasti, hotel o trasferimenti quando necessari.
Al momento la Commissione europea precisa che non esistono prove concrete di una scarsità di carburante negli aeroporti europei.
Il tema resta però sotto osservazione, soprattutto perché una parte rilevante delle importazioni di jet fuel passa proprio dall’area del Golfo Persico.
Se la crisi internazionale dovesse aggravarsi, Bruxelles non esclude nuove misure per garantire continuità ai voli e alle forniture.
Nel frattempo è stato chiarito anche un altro punto importante: le compagnie non potranno usare il caro carburante come scusa per evitare la regola dell’80% sugli slot aeroportuali. In sostanza, dovranno continuare a utilizzare la maggior parte degli slot assegnati se vogliono mantenerli.
Qui le regole sono leggermente diverse.
Per i pacchetti turistici — quindi volo + hotel acquistati insieme tramite tour operator — gli aumenti sono possibili, ma entro limiti precisi.
L’organizzatore può modificare il prezzo solo se:
questa possibilità è prevista nel contratto;
il cliente viene informato almeno 20 giorni prima della partenza.
Inoltre l’aumento non può superare l’8% del costo totale del pacchetto.
Se supera quella soglia, il viaggiatore può recedere senza penali.
In pratica il messaggio dell’Ue è abbastanza chiaro: i prezzi dei voli continueranno probabilmente a essere instabili nei prossimi mesi, ma almeno chi ha già prenotato non dovrebbe ritrovarsi con supplementi carburante inattesi all’ultimo minuto.
E soprattutto viene fissato un principio importante: il caro carburante, da solo, non basta per cancellare voli senza conseguenze o scaricare automaticamente i costi sui passeggeri.