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Da assumere quando lo stress sale (e senza bugiardino)
Pirati, mettete via tisane miracolose e integratori improbabili: la prossima cura per sentirsi meglio potrebbe essere semplicemente un viaggio✨.
La Svezia fa un passo in avanti e diventa il primo Paese al mondo simbolicamente “prescrivibile”: non solo una destinazione, ma parte della cura.
Ai vertici per qualità della vita e tra i Paesi più felici al mondo, la Svezia propone uno stile di vita basato su equilibrio, appartenenza e contatto quotidiano con la natura — con benefici concreti sulla salute.
Perché qui la natura non è uno sfondo: è parte della terapia.
L’idea è semplice (e sorprendentemente sensata): portare il concetto di benessere fuori dallo studio medico e dentro la vita reale.
Con The Swedish Prescription, Visit Sweden ha collaborato con professionisti/e della salute pronti/e a usare il viaggio come strumento di supporto, invitando pazienti e medici a parlare di come una permanenza in Svezia — e lo stile di vita che rappresenta — possa favorire il benessere mentale e fisico.
In pratica, chiunque può scaricare online un referto simbolico e usarlo per iniziare una conversazione con il proprio medico. I medici, a loro volta, possono “prescrivere” una visita in Svezia quando lo ritengono appropriato, suggerendo esperienze personalizzate legate a natura, stile di vita e cultura. Non è una terapia clinica né una cura miracolosa, e non sostituisce i trattamenti tradizionali. È un supporto, un punto di partenza.
Il messaggio, però, è chiarissimo: meno “aggiungi qualcosa alla tua routine” e più “togli, rallenta, respira”.
Una passeggiata nel bosco al posto dell’ennesima app di meditazione.
Una sauna vera, non una playlist rilassante.
Una Fika fatta come si deve, senza laptop sul tavolo e senza correre da un posto all’altro.
Forse, come suggeriscono questi medici (e non solo), non abbiamo bisogno di riempire di più le nostre giornate. Forse dovremmo iniziare a concederci il lusso di fare spazio. 🇸🇪
L’idea di una Swedish Prescription non nasce come semplice provocazione creativa.
Alla base c’è un lavoro di ricerca coordinato dalla professoressa Yvonne Forsell del Karolinska Institutet, insieme a un gruppo internazionale di professionisti della salute provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Paesi Bassi e Germania. Le loro ricerche mettono in relazione benessere mentale e stile di vita svedese, fondato su un equilibrio concreto tra natura, cultura e relazioni sociali.
Secondo diversi studi citati all’interno della campagna, brevi viaggi di 3–4 giorni possono ridurre i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) fino al 25% e aumentare la creatività fino al 40%. Dati che trovano riscontro anche nella letteratura scientifica più recente: l’immersione nella natura è associata a una riduzione significativa dello stress e a un miglioramento della capacità di attenzione (International Journal of Environmental Research and Public Health, 2020), mentre l’esposizione a paesaggi naturali favorisce il recupero cognitivo.
Allontanarsi dalla routine quotidiana innesca inoltre il rilascio di una combinazione potente di ormoni del benessere:
dopamina, legata a motivazione ed entusiasmo
serotonina, associata a calma ed equilibrio
ossitocina, che rafforza senso di connessione e fiducia
Anche pratiche tipiche dello stile di vita svedese rafforzano questi effetti. Le saune regolari, per esempio, sono associate a un miglior sonno e a una riduzione del rischio di declino cognitivo, mentre il contatto con ambienti silenziosi e naturali migliora la connettività cerebrale e riduce lo stress (Environmental Research, 2023).
È in questo contesto che la Svezia viene indicata come destinazione simbolicamente “prescrivibile” in caso di stress prolungato, burnout, ansia, insonnia o forme lievi di depressione.
Non come alternativa alle cure tradizionali, ma come supporto rigenerante, capace di interrompere schemi mentali rigidi e favorire un recupero più profondo.
Il principio, in fondo, è semplice — e sorprendentemente efficace: cambiare aria può aiutare la mente a guarire.
Ma quali sono, ad esempio, le attività che potrebbero avere un effetto benefico? Ecco una breve (e solo parziale!) lista:
Camminare tra gli alberi senza una meta precisa, respirare a fondo e abbassare il volume del rumore — quello fuori, ma soprattutto quello dentro.
Un tuffo in acqua gelida per rimettere in ordine i pensieri e dare una scossa al sistema nervoso. Urlare? Assolutamente concesso 😂
Caffè, dolce e una pausa fatta come si deve. Niente multitasking, niente laptop, niente corse. Solo tempo per stare.
Si suda, si rallenta, si dorme meglio. È un rituale antico, essenziale, che funziona ancora oggi senza bisogno di reinventarsi.
Dimenticate il wellness patinato fatto di spa irraggiungibili e rituali da copertina. Gran parte del merito va all’allemansrätten, il diritto di ogni persona a muoversi liberamente nella natura: camminare, nuotare, raccogliere bacche o funghi quasi ovunque.
E poi c’è l’aria, grande protagonista di questa terapia; a volte, la cura più potente è semplicemente respirare meglio. Infatti, è stato riconosciuto che livelli più bassi di inquinamento sono collegati a una migliore salute mentale e cognitiva! (World Health Organization, 2021).
In altre parole: se profuma di legno, acqua e aria pulita, in Svezia è già considerato una forma di terapia. 🌿
Sul sito ufficiale è possibile scaricare una scheda di “prescrizione” simbolica da condividere con i pazienti.
Non è una terapia clinica, ma un modo intelligente per parlare di salute mentale senza renderla pesante o distante.
Come ha spiegato la CEO di Visit Sweden, lo stile di vita svedese favorisce il benessere in modo naturale — ed è ora di rendere il sentirsi meglio anche più bello.
E in effetti: quando è stata l’ultima volta che qualcuno vi ha consigliato una sauna, una kanelbulle e una passeggiata nel bosco?
Pirati, fate un salto sul sito di Visit Sweden e scoprite The Swedish Prescription.
Troverete materiali scaricabili, riferimenti scientifici e una lista di attività semplici, realistiche e replicabili — anche senza trasferirsi subito in Scandinavia.
Possibili effetti collaterali:
umore migliore, voglia di stare più spesso all’aperto e quella sensazione un po’ fastidiosa che forse… stiamo correndo troppo.
E a quel punto, probabilmente, la domanda non sarà se partire.
Ma quando.