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Obbligo biocarburanti: voli più cari del 50%?

Pirati, lo abbiamo notato tutti: il prezzo dei voli, soprattutto per alcune tratte in Europa o verso intere aeree geografiche (vedi il lontano Oriente), è aumentato molto negli ultimi mesi. Eppure potremmo ancora essere lontani dall'aver raggiunto il picco. Oltre ai motivi che conosciamo (inflazione, costo dell'energia anche per tensioni geopolitiche, aumento della domanda dopo la compressione della pandemia, chiusura dello spazio aereo russo) ad alimentare la rincorsa dei prezzi c'è anche un motivo legato ad uno degli obiettivi di politica ambientale dell'Unione Europa.

L'iniziativa ReFuelEu, una legge che regola l'utilizzo di carburanti "verdi" da parte delle compagnie aeree, rischia infatti di portare a un aumento del prezzo dei voli che per l'Italia potrebbe toccare addirittura il 50%. Vediamo meglio i dettagli qui di seguito.

Pubblicato da
Tribordo·4/5/2023
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ReFuelEu: in Italia voli più cari del 50%?

L' iniziativa legislativa europea sui carburanti verdi per l’aviazione (ReFuelEu) avrebbe infatti come conseguenza anche quella di far salire il costo dei biglietti aerei già a partire dal 2025, arrivando secondo un'elaborazione del Corriere della Sera fino ad 30 euro a tratta nel 2035. A parità dei prezzi dei voli, per un mercato come quello italiano dove la media del costo di un volo solo andata nazionale o europeo è stata di 60,6€ nel 2022, significherebbe già entro 10 anni un aumento del 50% del prezzo medio dei voli.

E questo naturalmente senza considerare altri fattori (crisi internazionali, aumento del costo del cherosene, inflazione) o delle altre iniziative legate alle politiche ambientali che potrebbero portare il conto finale ad impennarsi ancora di più: a titolo di esempio a partire dal 2027 le compagnie aeree vedranno diminuire le quote di CO2 che possono emettere gratuitamente, imponendo così un costo per ogni tonnellata di emissioni nocive.

ReFuelEu: come funziona

L'obiettivo più generale della politica ambientale dell'Unione Europea è quello di ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 e di raggiungere la neutralità climatica nel 2050.

Quella dei biocarburanti per l'aviazione civile è solo una delle tante misure previste, che va a normare un settore che, ricordiamolo, secondo gli stessi dati della UE vale al massimo il 3,4% del totale delle emissioni nocive.

ReFuelEu si concentra sull'utilizzo dei cosiddetti Saf, i sustainable aviation fuels, ovvero i carburanti sostenibili per gli aerei. La legge impone una quota di utilizzo di questi biocarburanti (il cui uso è attualmente residuale, ben sotto lo 0,1%), che aumenterà progressivamente ogni cinque anni. In caso di mancato adeguamento da parte di aeroporti e compagnie aeree ci sarà un sistema sanzionatorio.

Dal 2025 tutti i voli in partenza da un aeroporto dell’Unione europea dovranno quindi utilizzare una quota minina di Saf: il 2% nel 2025, il 6% nel 2030, il 20% nel 2035, il 34% nel 2040 e così via, fino ad arrivare al 70% nel 2050. Sarà ammesso anche per una parte di questa quota l'utlizzo di carburanti sintetici.

ReFuelEu: i costi

Il problema nasce dal fatto che mentre una tonnellata di cherosene "tradizionale" ha attualmente un costo di rica 760 euro, una tonnellata di Saf costa circa 3.200 euro, quindi oltre quattro volte, e il carburante sintetico si aggira intorno ai 3.800 euro.

Il costo per le compagnie aeree sarebbe quindi notevole, pur considerando una diminuizione dei prezzi man mano che aumenterà la produzione di questi nuovi tipi di carburanti. Sarà quindi inevitabile per le compagnie scaricare una parte dell'aumento dei costi sui consumatori, aumentando il prezzo dei biglietti. Le stime attuali dicono appunto una media di 30 euro a tratta nel 2035, ma si potrebbe arrivare anche a 50-60 euro su voli brevi o medi.

Questo naturalmente potrebbe cambiare con una politica di incentivi pubblici per aiutare l'utilizzo di questi carburanti sostenibili senza gravare troppo sui costi delle compagnie. Ad asempio Sea, che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate, ha già lanciato un suo programma di supporto economico (500 euro a tonnellata) per l'anno in corso per le compagnie che vogliono utilizzare biocarburanti.

Cosa ne pensate, Pirati?